L'originale di Giorgia (quel "E poi..." del 1994) ha un'intensità quasi sussurrata all'inizio che poi esplode in modo naturale, con una vocalità che varia tantissimo tra malinconia e rabbia contenuta. Giorgia è maestra nel dosare le emozioni senza strafare, e quel pezzo vive proprio di quei contrasti sottili.La cover di Laura Pausini tende invece a essere più "da stadio": parte già carica, con quel vibrato ampio e il volume che sale velocemente, e alla fine sembra urlare tutto allo stesso modo, un po' sospirosa ma poi sempre sopra le righe. È il suo stile: potente, emotivo, ma a volte perde i dettagli sfumati che rendono l'originale così indimenticabile. Non è che sia brutta, eh, Laura ci mette il cuore e la voce enorme, ma il confronto con Giorgia è spietato proprio su quel brano lì, perché è nato per essere interpretato in modo più intimo. L'originale vince per autenticità e nuance vocali. Giorgia ha quella "ruvidezza" soul che Pausini tende a levigare un po' troppo con la sua produzione epica.