L'Inno di Mameli è un brano che richiede solennità e misura, e quando un artista come Pausini con una voce così potente e uno stile pop molto marcato ci mette le mani, il rischio che diventi un'esibizione di atletismo vocale è reale.
Se poi aggiungiamo che il progetto Io Canto 2 non ha convinto tutti, è normale essere scettici sulla scelta.
l Spesso i cantanti pop tendono a "personalizzare" l'inno con melismi e acuti (i famosi vocalizzi che temo), mentre il pubblico preferirebbe una versione più asciutta e rispettosa della marcia originale.
La Pausini è nota per il suo volume vocale; il rischio è che cerchi di sovrastare l'orchestra trasformando un momento istituzionale in un concerto da stadio.
Cantare l'inno in mondovisione è un'arma a doppio taglio. Se si esagera, il "flop" è dietro l'angolo e le critiche non perdonano.
Tuttavia, bisogna considerare che in cerimonie di questo calibro la direzione artistica è molto rigida. È possibile che le sia stato chiesto di seguire uno spartito più classico proprio per evitare polemiche.
Non resta che attendere le 20:00 di stasera 6 febbraio per vedere se sceglierà la strada del rispetto per la melodia originale o se si lascerà trascinare dal suo stile solito.