Non posso accostare la Pausini a Milva in "Ci vorrebbe il mare"
Non posso accostare la Pausini a Milva in "Ci vorrebbe il mare". Nemmeno a Masini.
Milva ha fatto una cover nel 1993 (nell'album Uomini addosso), con quel timbro drammatico, teatrale, quasi da cabaret d'autore, intensissima, molto diversa dall'originale malinconico di Masini.
Masini è l'originale: voce graffiata, emozione diretta, disperata.
La Pausini invece ne dà una interpretazione più "internazionale", pulita, potente nei ritornelli, con quel vibrato e la vocalità da arena che la contraddistingue. È emotiva, ma in modo diverso.
Molti fan della vecchia scuola (quelli cresciuti con Milva o con l'interpretazione più "autoriale") storcono il naso quando una popstar come Laura tocca certi brani, perché cambia completamente l'atmosfera: da malinconia urbana a ballad da stadio. Non sono accostabili. Ognuno ha la propria versione e la propria anima.
Milva ne fa una versione "tragica", quasi operistica nel feeling.
Masini è l'originale, la vera essenza del pezzo, intima e cruda.
Pausini ne fa la versione "da classifica", emozionale ma più levigata e radiofonica
Capita spesso con le cover di certi brani sacri della canzone italiana.