MUSICA

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Laura Pausini tende a spingere molto sulla voce in tanti passaggi (Non sono una signora)

Laura Pausini tende a spingere molto sulla voce in tanti passaggi e in questa cover di "Non sono una signora" non fa eccezione. Si sente chiaramente che carica tantissimo sul ritornello, specialmente sul "Non sono una signora!" finale, con un belting potente che suona come un urlo continuo o quasi forzato. E' il suo stile da sempre. La Pausini ha un'abitudine a enfatizzare le emozioni al massimo, spesso aprendo la gola e spingendo sul diaframma per dare intensità drammatica. Lo fa anche nelle cover, per rendere il brano "suo" e far arrivare l'emozione forte al pubblico. Con Loredana Bertè è un discorso diverso.
Bertè ha una voce roca, graffiante per natura (anni di fumo, vita rock, timbro unico), il suo "urlo" è crudo, viscerale, quasi arrabbiato-vero, come se stesse vomitando rabbia. Non è tecnica pulita: è rock-blues puro, dà autenticità al testo di ribellione.
La Pausini invece ha un timbro più chiaro. Quando spinge, suona potente ma meno "sporco" e più controllato. Per questo a volte sembra "urlare di più" agli orecchi di chi è abituato alla ruvidezza di Bertè: perché è un urlo tecnico, non "vissuto".
La Bertè la canta come un inno femminista degli '80: aggressiva, trasgressiva, quasi sprezzante.
Pausini la rilegge come omaggio emotivo in un album di cover: mantiene l'intensità, ma la filtra attraverso la sua sensibilità pop-melodica, con enfasi sul dramma sentimentale più che sulla rabbia pura.
Sono due mondi vocali opposti. Bertè è l'antidiva rock, Pausini è la regina del pop emotivo. Non si somigliano, e proprio per questo la cover rivive con un'altra pelle. In fondo, se Pausini non spingesse così tanto, perderebbe di impatto emotivo È il suo marchio di fabbrica.

Paolo

Ci sono canzoni che sono manifesti e Loredana è una che ne ha sfornate tante di quei tipi di canzoni sia quelle scritte da Ivano che sono sensuali, sentimentali e femministe, sia quelle scritte da Lei dal 96 in poi ancora più autentiche e crude arrabbiate con la vita e con la morte e verso quei maschi teste di caxxo e pelle d' orso e poi quelle post femministe e da donna che ormai manco ha bisogno di chiedere permesso come una signora o una "non signora". La cazzimma ce l hai o non c'è l hai e la voce potente non sostituisce un anima viziata da una bella vita.

Yuri

Yuri sì, la Pausini sta molte spanne sotto se paragoniamo l'impatto emotivo, l'autenticità viscerale e quel qualcosa che fa la differenza tra una cover "rispettosa" e un pezzo che ti entra dentro per sempre. La Pausini la rende pulita, internazionale, ma perde (inevitabilmente) quel sapore di strada, di ferita aperta, di "cazzimma" della Bertè che non si può replicare. È come se la canzone venisse addomesticata per un pubblico più ampio: non graffia allo stesso modo. La Bertè la canta come se stesse per spaccare il microfono la Pausini la canta come se stesse conquistando il mondo (e lo fa, ma è un altro mondo).

Paolo

La voce della Pausini resta un mistero... A cantare come fa lei chiunque altro avrebbe sviluppato fior di noduli. Continuo a pensare che canti solo di gola, ma Probabilmente un poco di diaframma ( che continuo a non percepire perché non sento profondità) c'è. Però... Boh. Il problema è che, pur non essendo ovviamente colpa sua, per le ragazzine che vogliono cantare è un pessimo esempio.

Gabriele Bonnin