MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei
nostri gusti musicali
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MUSICA
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Johnny Dorelli

"Mezzo americano lo sono. Nato a Milano e sfollato a Meda, dopo la guerra papà, tenore, venne scritturato a New York: nome d’arte Nino D’Aurelio, storpiato dagli americani in D’Orelli.
Tornammo a Meda nel 1955. Feci la gavetta nell’avanspettacolo. Guadagnavo 7 mila lire al giorno: 4 a casa, 3 per vivere. Finalmente venni scritturato dalla Rai per Il Musichiere, ma feci solo tre puntate perché Ladislao Sugar mi spedì a Sanremo in coppia con Domenico Modugno. Avevo 20 anni, cantammo Nel blu dipinto di blue arrivammo primi. A Meda mi accolsero in piazza 5 mila persone, le stesse che una settimana dopo parteciparono ai funerali di papà.
Si sentì male in piazzale Cadorna, a Milano, dove aspettava il treno per Meda. Lo ricoverarono all’ospedale di Seregno, dove arrivò subito mio cugino Ventura, medico. Scosse la testa: “L’è mei ch’el vaga”, non c’era più niente da fare.
È morto sull’ambulanza mentre lo portavamo a casa. Rimasi solo con tre donne: nonna, mamma e Ivana, mia sorella di 6 anni.
Dopo la morte di papà, per lo stress, persi la voce. Dovetti subire un intervento alle corde vocali senza anestesia. Dopo un mese di silenzio dissi: “Mamma”, e mi uscì una voce che neanche un evirato cantore... Per fortuna recuperai.
Ma non era finita lì: a Londra, dove recitavo in Aggiungi un posto a tavola, uscii dal Savoy per andare a teatro dimenticando che le auto circolano al contrario. Un taxi mi spiaccicò contro a un palo e andai in coma. Però è vero, cominciai a girare i primi film e ad avere successo. La grande notorietà la devo all’Italia dei buoni sentimenti: la canzone Carissimo Pinocchio e lo sceneggiato Cuore".
Johnny Dorelli