Tiromancino, 'un album libero tra l'anima blues e lo spirito della boxe'
Tiromancino, 'un album libero tra l'anima blues e lo spirito della boxe'
'Quando meno me lo aspetto' è il nuovo lavoro in uscita il 6 febbraio
'Quando meno me lo aspetto' non è soltanto il titolo del nuovo album firmato Tiromancino, ma anche la chiave di lettura del momento artistico e umano di Federico Zampaglione.
Il cantautore presenta il quattordicesimo disco della band come il lavoro "più libero" della sua carriera, nato senza una vera progettualità e costruito a partire da canzoni scritte nel tempo, lasciate maturare fino a trovare una forma definitiva in studio.
"Come un figlio che non ti aspetti. Sei felice e te lo vivi". "Pensavo che quello del 2021 sarebbe stato il mio ultimo album - ha raccontato Zampaglione - e poi mi sono ritrovato a registrare quasi per gioco, senza scadenze, senza pressioni. Quando non programmi e non hai aspettative, l'arte, la musica, riesce a essere più sincera". Da questo approccio spontaneo prende forma un disco che attraversa blues, rock ed elettronica, con un ritorno marcato alla chitarra come strumento narrativo e non solo di accompagnamento. Zampaglione parla di un suono più ruvido e istintivo, in cui la chitarra torna protagonista. "Ho messo più chitarre del solito - ha detto la voce delle nuove 'Mi rituffo nella notte' e 'Nuvole', con Simona Molinari - e ho suonato canzoni che restano nel mio stile, ma con influenze molto evidenti legate al blues e al rock. Le chitarre erano 'arrabbiate' con me, volevano uscire dall’angolo (come su un ring). Nei dischi le ho sempre usate come collante, mentre dal vivo venivano fuori di più. Questa volta ho scelto strumenti che nel pop si sentono poco, come la National dobro, tipica del blues più acustico, quello delle origini, dei pionieri del genere". Un recupero di sonorità di altri tempi sulle quali è costruita tutta la musica di qualunque tempo. Il tutto, senza nessuna rinuncia alla contemporaneità. "Ho voluto mescolare tutto con l’elettronica e con soluzioni più moderne, creando un equilibrio tra passato e presente". Al centro dell’album c'è anche una riflessione sulla società contemporanea, definita "veloce, giudicante, spesso basata sull’apparenza". Nei testi affiora il tema delle aspettative, viste come una trappola emotiva. "Ho imparato a stare bene anche con poco - ha detto Zampaglione - e mi basta svegliarmi la mattina ed essere contento di essere qui. Non serve sempre qualcosa di straordinario per sentirsi vivi". Resta forte il legame artistico con il padre Domenico, coautore delle nuove 'Una vita' e 'Gli alieni siamo noi', una collaborazione che dura dal 2004 e che Zampaglione definisce "una delle esperienze più stimolanti del mio percorso". Accanto a questo, spicca il sodalizio con Franco 126, con cui ha firmato 'Il cielo' e 'Sto da Dio'. "È uno dei migliori scrittori di testi in circolazione - ha sottolineato Zampaglione - e un autore capace di non essere mai scontato". Se dal 10 aprile i Tiromancino torneranno anche in tour (con partenza dall'Auditorio Parco della Musica di Roma), Zampaglione prosegue i suoi impegni con il cinema, dove è in arrivo 'The Nameless Ballad', il suo sesto film dietro la macchina da presa, un thriller horror ambientato nel mondo della musica e delle sue tensioni, tra successo, fragilità e difficoltà nel rimanere in equilibrio. "Il cinema è più mentale, più stressante - ha commentato il musicista e regista - e se una canzone può nascere in cinque minuti, un film richiede anni e il lavoro di tante persone". E poi c'è la boxe, che Zampaglione ha frequentato per tanti anni, come metafora di vita. Il brano 'Tizzo' è ispirato ad Emiliano 'Tizzo' Marsili, campione europeo e mondiale, simbolo per Zampaglione di disciplina e determinazione. "C’è una percezione sbagliata della boxe - ha detto Zampaglione - che non è violenza, è sacrificio, rispetto, regole. Sul ring sei solo e nessuno può stare al posto tuo. Non conta solo mettere l’avversario al tappeto, ma sapersi rialzare quando cadi. È questa la lezione più importante".