MUSICA

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MUSICA
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Alla fine del 1958 papà Mino, sempre pronto ad assecondare i desideri della figlia

Alla fine del 1958 papà Mino, sempre pronto ad assecondare i desideri della figlia, decide di darle una mano a consolidare la sua posizione nel mondo dello spettacolo. Inizialmente scettico sulla possibilità di trasformare una passione come quella del canto in una professione, di fronte ai primi successi si fa trascinare dall'entusiasmo e diventa il primo ammiratore di Mina. Uomo concreto e abituato a muoversi nel mondo degli affari, pensa che la figlia abbia bisogno di qualcuno che la guidi con mano sicura. Davide Matalon gli sembra un discografico intelligente, ma non lo ritiene abbastanza scaltro da poterle fare anche da manager. Ci vuole un impresario vero, il migliore sulla piazza. Si informa, e scopre che il più stimato è Elio Gigante, un ragioniere friulano che è stato amico e amministratore di Totò e gode della fiducia di quasi tutti i grandi protagonisti del teatro di rivista italiano, da Anna Magnani a Wanda Osiris, da Alberto Sordi a Carlo Dapporto e tanti altri. Si attiva con gli amici, dà fondo a tutte le sue conoscenze nel tentativo di rintracciarlo e parlargli direttamente finché viene a sapere che Gigante è ricoverato in un ospedale di Torino per curarsi un braccio fratturato in un incidente stradale. Senza frapporre indugi va a trovarlo. "Sono il padre di Mina, una giovane cantante. Credo che mia figlia abbia i numeri per arrivare al successo, ma non può farcela da sola. Ha bisogno di avere vicino qualcuno che la sappia guidare, che conosca bene l'ambiente...". La risposta dell'impresario è lapidaria: "Conosco Mina, ma una cantante di quel tipo non rientra nei miei programmi di lavoro". Il buon Mino, gelato dalla risposta, torna a casa e racconta alla figlia l'esito dell'incontro. La ragazza, infuriata, decide di farsi spiegare di persona da Gigante la ragione del suo atteggiamento. Si precipita da lui e lo investe con un fiume di parole: "Adesso o mi dice perché non vuole occuparsi di me o non mi muovo di qui. Non me ne vado senza sapere la ragione del suo atteggiamento. Mi sbaglio, o lei è prevenuto nei miei confronti?". Abituato a trattare con la gente dello spettacolo, l'impresario non si scompone: "Signorina, il suo modo di cantare non mi piace. È troppo sguaiato, eccessivo. Non posso occuparmi di artisti in cui non credo...". La reazione di Mina lo sorprende: "Forse ha ragione, ma se non ho nessuno che mi consiglia come posso migliorare?". L'inaspettata dimostrazione di modestia colpisce Elio Gigante, che comincia a considerare in modo diverso la ragazza. La segue per qualche tempo e, infine, decide di prenderla sotto la sua protezione. Mina ha un manager.
Foto: Mina a modo mio
A @tutti voi l'augurio di una buona domenica