Questo duetto è un cortocircuito totale! Immaginare la potenza vocale a volte un po' "impostata" di Renga che si incrocia con il timbro graffiante e particolarissimo della Ferreri su un pezzo del genere è un azzardo non da poco.
E il tocco di ironia su Bowie è giustissimo. È risaputo che David non avesse la minima idea di cosa stesse cantando in quella versione italiana. Il testo, scritto da Mogol, stravolgeva completamente il significato originale di Space Oddity. Mentre l'originale parlava di solitudine cosmica e alienazione, la versione italiana è diventata una sorta di "incontro romantico in centro".
Canteranno di un ragazzo solo e una ragazza sola che si incontrano a Milano? Se seguono la versione di Mogol, perdiamo tutta la magia spaziale di Bowie.
Renga tende ad aprire molto le vocali, Giusy ha quel vibrato nasale molto stretto. Metterli insieme su questo brano rischia di diventare un esercizio di stile un po' rumoroso.
Forse puntano proprio su quell'atmosfera anni '60/'70, ma il rischio "karaoke" è dietro l'angolo. 😀