Quel "colpo di glottide"che Pausini usa spesso per attaccare le note
Quel "colpo di glottide"che Pausini usa spesso per attaccare le note, specialmente nelle parti potenti o emozionali. Per me (e per tanti altri) diventa fastidioso, quasi un tic vocale che rende il canto "sguaiato" o aggressivo, invece che fluido e controllato. È una tecnica che alcuni coach vocali riconoscono come parte del suo stile naturale. Serve a dare attacco e proiezione senza microfoni esagerati, ma quando è esagerata (soprattutto nelle cover o nei live più intensi) può suonare come un "colpo di gola" ripetitivo che copre eventuali limiti di dinamica o nuance. Lei (o il suo team) tira fuori spesso i numeri: 70/80 milioni di dischi, Latin Grammy, tour mondiali sold out, "la più grande cantante italiana al mondo" e questo amplifica le reazioni negative quando esce qualcosa che non convince. Tipo l'ultima cover di "Due vite": se fai la diva internazionale e poi presenti una versione che per molti è "devastante" o "urlata", è normale che arrivi il boomerang "ma come osi rovinare un pezzo così con quel tuo stile?". Non è hate cieco, è critica forte verso un'artista che si pone su un piedistallo ma a volte consegna prodotti percepiti come dimenticabili o autoreferenziali. Detto questo, non è che tutti i suoi pezzi siano "dimenticabili": tecnicamente regge live da decenni nonostante infortuni vocali passati (tipo il famoso polipo alle corde). Il problema è lo stile: o lo ami (perché trasmette emozione diretta, "da pancia") o lo odi (perché lo trovi eccessivo, poco raffinato, "da balera" come dicono in tanti).In fondo, il dibattito si riduce a questo: Se cerchi potenza e immediatezza emotiva Pausini è una delle poche italiane che riempie stadi in Sudamerica con quel tipo di vocalità.
Se cerchi controllo, minimalismo o versatilità interpretativa allora sì, quel colpo di glottide ripetuto più volume alto possono risultare stancanti o "fastidiosi".