Recentemente (gennaio 2026) la cover di "Due vite" di Mengoni ha riacceso questo dibattito: in tanti hanno accusato Pausini di "urlare" o rendere il brano confusionario e meno emotivo rispetto all'originale più sfumato. Altri (inclusi difensori come Fiorello) sottolineano che è il suo stile, e che la sua voce ha portato la musica italiana nel mondo vendendo milioni (di dischi fisici?). Alla fine, commerciale e pregevole non sempre coincidono: i premi e le vendite premiano impatto, riconoscibilità e connessione col pubblico di massa, non necessariamente la raffinatezza tecnica da conservatorio. Pausini incarna quel tipo di cantante "di pancia" che divide: o la ami per l'energia cruda, o la trovi eccessiva proprio perché manca un controllo "esemplare e armonico".