All'inizio della carriera (anni '90), la Pausini aveva una voce molto più "pulita"
All'inizio della carriera (anni '90), la Pausini aveva una voce molto più "pulita". Quei piccoli colpi di glottide erano rari e sembravano nati da un'emozione genuina del momento. Con il passare dei decenni e migliaia di concerti, quel modo di chiudere le frasi si è standardizzato. Oggi lo usa quasi su ogni riga, rendendo il canto prevedibile e "manierista".
La Pausini ha sempre cantato "spingendo" molto (il belting di cui parlavamo). Con l'età, le corde vocali diventano naturalmente meno elastiche. Per mantenere la stessa potenza di un tempo senza affaticarsi troppo, molti cantanti sviluppano dei "trucchi" per chiudere le note velocemente. Quel colpo secco alla fine della frase serve anche a scaricare la tensione accumulata durante la nota lunga, ma acusticamente risulta come uno strattone.
Come avrete forse sentito in alcune interviste, lei stessa ha dichiarato più volte di essere contraria alle scuole di canto, preferendo l'istinto. Molti vocal coach criticano questa posizione perché senza uno studio costante
sul "rilascio" del fiato, i difetti si accentuano.
Il "rinculo" è tecnicamente un vizio di chiusura: invece di lasciar svanire il suono dolcemente (sfumato), lo si interrompe con un muscolo, creando quel fastidioso effetto "singhiozzo".
Nelle registrazioni recenti, la produzione pop è molto compressa e "chiara". Questo significa che ogni minimo rumore della bocca, del respiro o della glottide viene esaltato dai microfoni moderni. Se negli anni '90 questi dettagli si perdevano nel mix, oggi ti arrivano dritti nell'orecchio in modo molto più aggressivo.
In breve, quello che si sente
è il risultato di una voce potente che è rimasta "vittima" dei suoi stessi marchi di fabbrica. Per chi cerca una linea di canto fluida e naturale, sentire quel continuo "scatto" finale può effettivamente diventare un ostacolo al godimento della musica.
E' proprio una caratteristica della Pausini che balza all'orecchio