MUSICA

​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​





​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​
​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​





​​​​​​​​​​​​​​
​​​​​​​

​​​

MUSICA
Start a New Topic 
Author
Comment
"Mina con bignè" è un album fondamentale nella discografia di Mina,

"Mina con bignè" è un album fondamentale nella discografia di Mina, pubblicato nell'ottobre 1977 dalla PDU con distribuzione EMI Italiana. È il trentesimo album in studio della cantante italiana e chiude la serie di sei doppi album pubblicati annualmente dal 1972 al 1977. Originariamente venduto in coppia con Mina quasi Jannacci (un album di cover), i due dischi erano contenuti in un sacchetto telato con l’autografo di Mina stampato, un’edizione speciale che includeva anche un inserto con i testi (eliminato nelle ristampe e nell’edizione CD). Questo album rappresenta un momento di grande maturità artistica per Mina, con una varietà di stili musicali e un’interpretazione vocale straordinaria, come spesso riconosciuto dai critici. L’album si distingue per la sua versatilità stilistica, spaziando dal pop all’Italo disco, dal ballad al doo-wop, fino a influenze brasiliane. Mina, all’apice della sua carriera negli anni ’70, dimostra una capacità unica di adattare la sua voce potente e versatile a generi diversi, mantenendo un’impronta emotiva e drammatica che la rende inconfondibile. L’album è stato registrato presso gli studi La Basilica della PDU, con un team di collaboratori di alto livello, tra cui Nuccio Rinaldis (registrazione), Luciano Tallarini (direzione artistica) e Mauro Balletti (fotografia).
"Mina con bignè" è un album eclettico, che spazia tra pop, disco, ballate romantiche e influenze brasiliane. Questa varietà riflette la capacità di Mina di esplorare nuovi territori musicali, pur mantenendo la sua identità vocale unica. I testi, spesso scritti da autori di spicco come Cristiano Malgioglio, Giorgio Calabrese e Sergio Bardotti, alternano momenti di leggerezza e ironia (come in “Ma che bontà”) a riflessioni più profonde e drammatiche (come in “Ormai” e “Señora melancolía”). Gli arrangiamenti, curati con attenzione, variano da sonorità moderne e ballabili a momenti più intimi e orchestrali, dimostrando la versatilità della produzione PDU.