MUSICA

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Festival Gaber chiude dopo 10 anni (ecco il trionfo tutto di famiglie)

Festival Gaber chiude dopo 10 anni (ecco il trionfo tutto di famiglie)




Un mese passato a sperimentare nuovi modi per diffondere il verbo gaberiano nel territorio della Versilia, in borghi di villeggiature quiete e benedette dal buon senso, e il Festival Gaber arriva stasera e domani nella sua sede più popolosa e glamour, la Cittadella del Carnevale di Viareggio, per le serate finali - ma finali davvero - della kermesse nata dieci anni fa, all’indomani della scomparsa di un artista rimasto nei cuori anche grazie all’accurata gestione della memoria che ne hanno fatto la famiglia Gaberscik e la Fondazione a lui intitolata. L’esperienza finisce qui, spiega la figlia Dalia Gaberscik, instancabile e accorta animatrice: «In dieci anni sono passati da qui 120 artisti. E’ finito un ciclo, del resto Gaber e Luporini hanno sempre detto che non bisogna crogiolarsi nelle abitudini. Certo, mai come quest’anno le cose vanno a gonfie vele: prima di dire chi fossero gli ospiti ho venduto tutta la platea».

E gli ospiti sono, accompagnati dalla band storica di Giorgio: stasera Annalisa, Rosanna Casale, Simone Cristicchi, Nino Formicola, Enzo Iachetti, Mercedes Martini, Andrea Mirò, Pico Rama, Renzo Rubino, Enrico Ruggeri, Paolo Jannacci; sabato Gian Piero Alloisio, Arisa, Claudio Baglioni, Rossana Casale, Geppi Cucciari, Niccolò Fabi, Paolo Rossi, Paolo Simoni e Lucia Vasini. Come sempre teatro, canzone e teatro-canzone mescolati, con la presentazione estemporanea di Rocco Papaleo.

Ma i nomi da soli non danno l’idea di un’aria di famiglia che mai come questa volta è il filo conduttore del Festival. A parte la famiglia Ruggeri quasi al completo (sua moglie è la brava Andrea Mirò, Pico Rama è il suo figlio di primo letto), c’è la compagna di Ivano Fossati, Mercedes, in scena. E c’è il figlio di Enzo Jannacci, Paolo, eccellente musicista in proprio, stasera protagonista di un accorato dialogo fra «figli di» scritto da Michele Serra, in scena con la stessa Dalia: un Jannacci e una Gaber che tornano a confrontarsi. Si sussurra di una sorpresona ulteriore domani sera, assai significativa di questo mondo gaberiano in continua evoluzione: «Diamo il segno di una continuità», sussurra Dalia.

Dalla Cittadella del Carnevale, ricorda, è come rinato in questi anni il teatro-canzone: «Neri Marcoré, Gioele Dix, Luca e Paolo, Maddalena Crippa». Questa volta il Festival è stato adottato da altri centri, per un mese intero: «Al Comunale di Pietrasanta, dove Gaber ha registrato tutte le sue piéces nel ‘91, sono tornate le proiezioni, e c’era gente che piangeva. A Camaiore Bertolino o Paolo Rossi hanno raccolto 4 o 5 mila persone per sera, un altro modo per divulgare. Alloisio si è inventato piccoli angoli e balconi nei borghi, dove cantavano recitavano dipingevano Gaber i ragazzi: cinque di loro, con "Il Grido", saliranno alla Cittadella. Sono bellissimi. Ora può darsi nasca un Festival 2.0. Tante idee hanno finito per aprirci mille possibilità diverse per il futuro».

Marinella Venegoni

www.lastampa.it