MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


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David Bowie, già in streaming tutto 'The next day'



A due settimane dall'uscita nei negozi, è già stato reso disponibile su iTunes "The next day", il primo album di inediti in studio di David Bowie da dieci anni a questa parte: oltre alle quattordici tracce previste dalla tracklist standard, l'anteprima offerta dalla piattaforma di Apple offre anche tre bonus tracks, "So she", "Plan" e "I'll take you there". "L'ho ascoltato per due anni, e non c'è una singola canzone che ancora oggi mi annoi", ha spiegato il produttore del disco, Tony Visconti: "Credo che il materiale contenuto in questo disco sia bello e forte: la gente che cerca il Bowie classico sicuramente lo troverà, in 'The next day', mentre chi desidera sentire un 'nuovo' David, un David che sia stato capace di prendere direzioni nuove, diverse rispetto a quelle prese in passato... beh, troverà anche quello".
Al momento, la grande domanda che fan e media si stano ponendo in queste settimane riguarda l'eventuale promozione dal vivo del disco: con Bowie chiuso in un silenzio pressoché assoluto ("Vive in un mondo dove tutti sono iperattivi su Facebook e Twitter, e lui sta facendo esattamente il contrario", ha spiegato il suo chitarrista Gerry Leonard: "E' una cosa fuori dal mondo, e il silenzio fa parte della sua strategia. Ha lasciato uscire il singolo, l'artwork e il video: per come ragiona, queste sono tutte dichiarazioni artistiche. Ecco perché non sente il bisogno di telefonare a tutti i giornali per spiegare cosa abbia fatto. Questa tattica è parte della sua estetica attuale") la parola è inevitabilmente passata ai suoi collaboratori: mentre Earl Slick ha ammesso come l'entourage del Duca Bianco stia facendo pressioni perché venga organizzata una stringa di date dal vivo ("Tutti vogliamo che lo faccia. Adesso come adesso, però, è tutto un grande 'se'. Per come è fatto, potrebbe chiamarmi domani e dirmi: 'Sai che c'è? Ecco la scaletta'. Davvero non saprei: non me la sento di parlare per lui o per il suo management. In ogni caso, a tutto il gruppo che suona con lui piacerebbe suonare dal vivo. Magari non un grande tour, ma sarebbe bello comunque andare là fuori a fare qualche concerto"), Visconti ha escluso che Bowie - pur in eccellenti condizioni psico-fisiche - abbia intenzione di impegnarsi anche dal vivo ("E' irremovibile, non intende esibirsi di nuovo dal vivo. Uno de ragazzi (in studio) gli ha fatto: 'Santo cielo, come facciamo a fare tutta questa roba dal vivo?'. E lui ha detto: 'Non dobbiamo farla'. E ha continuato a tornare su questo punto"). Il produttore modificò poi la sua posizione, parlando di possibili sortite live che sarebbero limitate però a uno o due eventi speciali.
E' stato Leonard, a questo proposito, ad esprimersi per ultimo: "Direi che le possibilità che succeda qualcosa siano del 50%", spiegò lui, "Un paio di volte, prende in studio suonavamo dal vivo delle canzoni del nuovo disco, lui diceva: 'Questa suonerebbe benissimo dal vivo'. Noi ci guardavamo con l'espressione: 'Avete sentito anche voi? L'ha detto davvero?'. Altre volte, invece, quando qualcuno gli faceva cenno di possibili concerti, lui alzava gli occhi al cielo".

www.rockol.it

La recensione di Rockol

La recensione di Rockol

di Gianni Sibilla

La notizia dell’anno, per una volta, non è la morte di un cantante, ma il ritorno in vita di un artista. E che ritorno.
Poche storie: “The next day” è il disco più inaspettato degli ultimi anni, l’album più atteso dell’anno e tale rimarrà anche se siamo solo a marzo. Davamo per morto David Bowie e invece “The next day” è l’opera migliore dell'ultima fase della carriera, dagli anni '90 in poi.
L’abbiamo ascoltato in anteprima - ma un ascolto è sufficiente per rendersi conto di quanto sopra.E potete ascoltarlo anche voi, in streaming su iTunes, da oggi.
E se siete tra quelli che hanno unito all’entusiasmo per “Where are we now?” un po’ di timore per quella fragilità sbandierata, per quella malinconia che sembravano confermare le voci sulla precaria salute di Bowie... Beh, state pronti a cambiare idea.
“The next day” è un disco dal solido cuore rock con molte, molte sfacettature. “Where are we now?” non è la canzone più rappresentativa dell’album - strana scelta per un singolo di ritorno dopo quasi 10 anni. Piuttosto pensate a “The stars (are out tonight)”.

Un solido nucleo di canzoni rock, dritte ma mai banali: “The next day”, “Valentine’s day”, “Boss of me” e “You will set the world on fire” su tutte, con un enorme lavoro sulle chitarre (si sente la mano di Tony Visconti, produttore di fiducia), che rimandano al Bowie elettrico. E poi canzoni che variano sul tema del rock pop aggiungendo elementi come fiati (il blues waitsiano di “Dirty boys”), l’organo (“Love is lost”), gli archi (“Heat”). O riecheggiano altre fasi della carriera - i ritmi di “If you can see me” che ricordano il periodo drum ‘n’ bass di “Earthling”, la psichedelia pop di “I’d rather be high”, il pop geneticamente modificato di “”How does the grass grow”. Le ballate sono in minoranza: “You feel so lonely you could die” e la conclusiva e cupa “Heat”.
In mezzo riferimenti anche ironici e non troppo velati alla sua assenza e alle voci sulla sua malattia, nascosti dentro racconti in cui apparentemente Bowie non sta parlando di sé: “Here I am, not quite dying”, dice il ritornello in apertura di “The next day”. “Wave goodbye to life without pain”, dice “Love is lost” a metà album, per chiudersi con “And I tell myself I don’t know who I am” di “Heat”.
In realtà Bowie sa benissimo chi è, e “The next day” ce lo dimostra alla perfezione. Non è quello di “Heroes”, e la copertina ce lo ricorda, con quel gioco grafico (che continua pure sul retro, dove il retro dello storico album è cancellato da un altro quadrato bianco). Ma è un artista che ha coscienza del suo passato, non ne ha paura e sa guardare anche avanti. Sa scrivere ancora grandi canzoni (la firma sui brani è sempre la sua, tranne in due co-firmati con Gerry Leonard e uno con Jerry Lonard). Sa circondarsi dei giusti collaboratori (oltre a Visconti, il disco è stato inciso con Gail Ann Dorsey, Tony Levin, Zack Alford, tutti già in passato con lui).
Soprattutto, Bowie è un artista che sa trovare il suono giusto, mai scontato, sempre con la zampata di originalità che c’è in ogni canzone dell’album e come c’è quasi sempre stata nella sua carriera. Ma è una zampata che non ammazza mai il brano alla ricerca di effetti speciali, ma si pone al suo servizio.
“The next day” è l’esito di quella che potrebbe diventare nota come la “Cura Bowie” per un artista. Sparire dalle scene. Lasciar credere di essersi ritirati, rigenerandosi e ritrovando l’ispirazione. Tornare con un disco che riassume la carriera e riporta tutto a casa. Cura congliatissima per molti artisti iperprofolifici e ipoqualitativi. Con Bowie ha funzionato, eccome se ha funzionato. Il disco più atteso dell’anno, e l’attesa non deluderà nessuno.

TRACKLIST:
“The next day”
“Dirty boys”
“The stars (are out tonight)” 3:56
“Love is lost”
“Where are we now?”
“Valentine's day”
“If you can see me”
“I’d rather be high”
“Boss of me”
“Dancing out in space”
“How does the grass grow”
“(You will) Set the world on fire”
“You feel so lonely you could die”
“Heat”

bonus tracks:
“So she
“I'll take you there”
“Plan”


www.rockol.it