MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


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Addio Alida Chelli, signora del musical






Allo showbusiness basterebbe, oggi, quella sua voce calda, piena, perfettamente intonata. Oppure la bellezza prorompente, al limite della sguaiatezza, che suggeriva agli uomini notti indomabili. O ancora, la facilità a interpretare ruoli di popolana, di donna fatale, di provocatrice. Uno soltanto dei molti talenti di Alida Chelli, scomparsa l’altra sera a Roma, dopo una lunga malattia, ad appena 69 anni, sarebbe oggi sufficiente a fare, di un’aspirante showgirl, un’icona contesa tra teatro, cinema e televisione. Invece Alida, nata a Carpi il 23 ottobre 1943, figlia del compositore e direttore d’orchestra Carlo Rustichelli (il vero nome dell’attrice era Alida Rustichelli), pur possedendo tante qualità insieme, si può dire sia stata celebre, nell’Italia dei Settanta e Ottanta, più per le sue storie d’amore che per gli effettivi valori estetici ed artistici. A parte la felice parentesi con Garinei & Giovannini, che ha il suo culmine nel Rugantino interpretato al fianco di Enrico Montesano (nel ruolo del titolo) e con le musiche di Armando Trovajoli.

Anticonformista, ironica, «importante» fin da giovanissima, Chelli interpreta e incide nel 1958 la canzone Sinnò me moro, che apre il film Un maledetto imbroglio, di Pietro Germi. La colonna sonora è composta dal maestro Rustichelli. E il brano, poi ripreso da Gabriella Ferri e Lando Fiorini, è diventato un classico della canzone romanesca.

A soli diciotto anni il debutto in teatro in una commedia di Eduardo, diretta dall’autore: De Pretore Vincenzo, con Rino Bolognesi. L’anno successivo, un exploit di Garinei & Giovannini, Buonanotte Bettina, con l’allora divo Walter Chiari, che diventerà il suo compagno, nonché il padre dell’unico figlio, Simone Annichiarico. Per Chelli il palcoscenico, il set e gli studi televisivi si sono sempre intrecciati di pari passo.

Protagonista di un musical storico come Rugantino, fu in quello spettacolo - lo testimoniava Pietro Garinei - «la Rosetta più giusta, più brava e più rimpianta». Ricordiamo anche la sua presenza nel Cyrano del 1979 con Domenico Modugno e quelle in Cielo mio marito, con Bramieri-Merlini-Valeri, e Aggiungi un posto a tavola, con Johnny Dorelli.

Tra i film, dopo il nobile esordio germiano, pellicole di assai minor valore: Quando dico che ti amo (con Caterina Caselli), ...dai nemici mi guardo io!, Gli infermieri della mutua, Spaghetti a mezzanotte. In tv, entrata come comparsa nella serie gialla del Tenente Sheridan (1961), trasmissioni di grande popolarità quali, per elencarne alcune, Il signore delle 21, Ci pensiamo lunedì, GBShow con Gino Bramieri, Casa dolce casa, la sit-com con Gianfranco D’Angelo, negli anni Novanta, che segnò il suo ritiro dalle scene.
Dopo il legame appassionato, ma anche burrascoso, con Chiari, durato dal 1969 al 1972, e dopo il fallimento del matrimonio con il conte Agusta, la bella Alida visse anche una lunga storia d’amore - sette anni - con Pippo Baudo. Il quale dice: «L’ho amata tantissimo. Era una donna brillante, spiritosa, e un’artista completa, capace di convincere ogni tipo di pubblico.

Attrice, ballerina e cantante fu forse un po’ frenata da un problema di autostima, che le impediva di credere fino in fondo alle proprie capacita. La cercavano tutti, ma lei molto spesso rinunciava». Ancora: «Negli ultimi anni, a causa della malattia, Alida ha sofferto moltissimo. Non si piaceva più, ci sentivamo solo per telefono perché non desiderava farsi vedere. La sua scomparsa è per me un lutto personale».
La camera ardente sarà allestita oggi dalle 8.30 alle 12 al Sant’Eugenio. Funerali domattina alle 10 a San Pietro e Paolo, all’Eur.


http://www.ilmessaggero.it/spettacoli/teatro/alida_chelli_morta_la_signora_del_musical/notizie/238522.shtml

Alida Chelli - E' grande 'sta città (De Chiara - Morricone)

Alida Chelli - E' grande 'sta città (De Chiara - Morricone)