MUSICA

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​​​​​​​Parliamo dei nostri gusti musicali


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Da Jackson a De Gregori è la musica che gira al Lido



Spike Lee promette "cose mai viste" su Jacko, Avitabile si è affidato all'Oscar Demme, e c'è un docu pure per il cantautore


Perché un Festival del Cinema si carica sempre più di musica? Grandi artisti e registi mescolano i loro destini, si lodano reciprocamente, rischiano nella contaminazione dei linguaggi perché spesso il fine delle opere è apertamente promozionale, per quanto d’autore. Succede ormai ovunque, ma il programma di Venezia si distingue questa volta per alcune nobili presenze volute dal direttore Barbera, che evidenziano una tendenza conclamata. Non c’è dubbio che la musica popolare da sola non si basti più, in questi tempi di caotica trasformazione di tecnologie, consumi, scoperte che vanno da una parte verso consumi da ipermercato e dall’altra verso mille nicchie oscure. E non c’è dubbio che a ogni artista che abbia un nome, una fama, una memoria da difendere (il più prolifico e redditizio è il filone degli scomparsi) non restino oggi molte strade: o la presenza a vario titolo in un talent-show (Roberto Vecchioni terrà al prossimo Amici le lezioni che un tempo teneva a scuola); oppure, chi abbia a disposizione capitali, prenderà senza dubbio la strada del docufilm o dell’opera d’autore, per tornare a convogliare su di sé l’attenzione distratta di un mondo giovanile piegato all’immagine perché sempre più incapace di astrazioni ed elaborazioni che partano dalla mente e dal cuore o dall’immaginazione, senza stimoli sensoriali.

E comunque, poiché così è, ben vengano i ritorni non su un palco ma sugli schermi, attraverso il clamore di una rassegna di prestigio come questa. Ed è una sfida a tutto tondo con risvolto promozionale quella del chanteur napoletano Enzo Avitabile. Reduce (dopo un lungo silenzio) da un disco assai gradevole come Black Tarantella si è affidato a un Oscar, Jonathan Demme, autore di Stop Making Sense dei leggendari Talkin’ Heads: vi ricordate quella lampada che oscillava in primo piano sulla faccia di David Byrne? Era sua, e senza stare a contare le glorie cinematografiche delle quali ogni cinefilo saprà ragguagliare, qui importa che il regista di Il silenzio degli innocenti si sia pare - innamorato di questi suoni contaminati, fra coste del Mediterraneo e degli Oceani, un po’ come successe poco tempo fa a Turturro quando girò Passione con artisti napoletani (sempre presentato a Venezia). Music Life è il film, dallo stesso regista coprodotto, che sarà presentato oggi fuori concorso alla Mostra: «È il risultato di una settimana incredibile trascorsa con questo eccezionale uomo di musica, di un viaggio attraverso Napoli e al suo luogo di nascita, Marianella», ha spiegato Demme. Nella storia, ovviamente, i compagni di viaggio del disco: da Trilok Gurtu ad Ashar Sharif al cubano Ochoa.

Inutile negare che l’opera più attesa, ancora fuori concorso, è quella di Spike Lee su Michael Jackson. E qui rientriamo nel clima della gestione della memoria, perché il cineasta afro-americano si è dedicato a Bad 25 , un documentario sui 25 anni dell’uscita del disco omonimo dell’infelice Peter Pan del pop. L’iniziativa è a cura della famiglia Jackson, e anticipa l’uscita il 18 settembre di un cofanetto con l’edizione speciale dell’album, seguito ai tempi da un tour fra i più ruggenti di Jackson (allegato in DVD al disco). Lo stesso Spike Lee verrà a presentarlo a Venezia il 31, giorno esatto del venticinquennale: «Vedrete roba che nessuno ha mai visto - promette -. Roba che ha girato Michael stesso».

Ma fra un dancettaro come Bob Sinclair in giuria, e DJ set sparsi qui e là per rallegrare il popolo provato dalle proiezioni, suona come una sorpresa un’opera che riguarda lo schivissimo Francesco De Gregori, rimasto l’unico appartato in carica da quando Fossati si è ritirato. Il cantautore ha scelto come regista un giornalista-scrittore, Stefano Pistolini: Finestre rotte (titolo anche di una canzone dall’ultimo album dell’artista, del 2008) viene annunciato come un documentario alle Giornate degli Autori. Un ritratto fra conversazioni e musica: con l’Italia al centro, com’è normale per uno uomo di quello spessore, degno di tornare ad essere ascoltato un po’ di più - grazie anche a questa preview - quando uscirà in novembre Sulla strada , il nuovo album di inediti. Nel docu, anche la titletrack dell’opera, per il resto segreta.

Ma alla Mostra ci saranno anche film e documentari autentici, che raccontano invece la musica dal basso: Tango Libre di Fonteyne, una storia d’amore e ballo in carcere; Kinshasa Kids di Wajnberg, vera vicenda di bimbi abbandonati e salvati da un rapper. Storie che non han bisogno di dischi, ma non si sa mai.

Marinella Venegoni

www.lastampa.it