MUSICA

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Parliamo dei nostri gusti musicali

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La Rai delle repliche tocca il fondo con Mina

Ha fatto un programma alla Limiti: a ricordo dei pomeriggi di «Ci vediamo su Raiuno»

L’abisso in cui sta sprofondando la Rai si chiama replica. Vero è che senza il suo repertorio storico l’attuale Rai varrebbe meno di TeleNorba, ma la replica di un programma costituito essenzialmente di vecchi spezzoni ci aiuta moltissimo a capire la «costruzione in abisso» su cui poggiano le attuali fondamenta di viale Mazzini.

Dunque, è andata in onda la replica di «Minissima 2010», già trasmessa lo scorso marzo, l’ennesimo omaggiomuseale e musicale di Paolo Limiti alla cantante ticinese (evidentemente fra i due c’è qualcosa di irrisolto, forse una richiesta di affetto non corrisposta). Limiti ha fatto un programma alla Limiti: in studio la «sua famiglia», a ricordo dei pomeriggi di «Ci vediamo su Raiuno», contornata da un piccolo museo degli errori (chirurgici) e degli orrori; tutti insieme per un piccolo rito feticistico nei confronti del repertorio Rai di Mina (Raidue, martedì, ore 21.10).

Nei salotti di Nonna Speranza ci sono sempre un buffet e un controbuffet che si fronteggiano con i loro rispettivi specchi, creando quel curioso effetto araldico che si chiama appunto «mise en abîme» e che indica una tecnica nella quale un’immagine contiene una piccola copia di se stessa, giù giù nel precipizio dell’infinito. La locuzione è stata successivamente utilizzata in ambito letterario e figurativo per indicare il racconto speculare, ma anche un certo godimento morboso per l’autoreferenzialità, per il già visto.


Ora, per un’artista e un’intellettuale come Mina, che ha lasciato l’Italia proprio per far dimenticare la propria immagine, la costruzione in abisso è una delle più perverse condanne che le potessero capitare. Perché la costringe al supplizio della nostalgia perpetua, allo sprofondamento nell’abisso dei ricordi, alla continua discesa nel Maelström del rimpianto (il passatempo degli incapaci). Senza limiti alla voce del silenzio, tanto valeva restare a Cremona.

Aldo Grasso
02 settembre 2010



www.corriere.it

Re: La Rai delle repliche tocca il fondo con Mina

faccio fatica a capire il senso dell'articolo...Paolo help me!!!

Re: La Rai delle repliche tocca il fondo con Mina

Il senso è se valga la pena che per ricordare una che ha deciso di far dimenticare la propria immagine si ripropongano all'infinito sempre gli stessi filmati, le stesse cose passate in TV mille volte, come in un gioco di specchi posti uno di fronte all'altro.

Visto che la trasmissione era nata come omaggio per i settant'anni di Mina, e che la storia televisiva di Mina si ferma al 1978 con il videoclip di "Ancora ancora ancora" (DVD Mina in Studio a parte), forse era il caso di parlare o di soffermarsi sul trentennio della "non visibilità, il meno battuto, il poco ricordato. E dire che Mina incide oltre un disco l'anno!

Le solite menate come l'ostracismo della Rai per la maternità del 1963, "E se domani" non la voleva, "Insieme" la considerava una porcheria, "se Shirley Bassey canta dal vivo, m'impunto e canto dal vivo anch'io", le solite tiritere dette e ridette potevano essere evitate.

Ma non avendo a disposizione altro, visto che le nozze con i fichi secchi non si fanno, nonostante le buone intenzioni di Limiti l'effetto è sempre quello della solita pappa riciclata o, come in molti dicono, di prove di "coccodrillo".

Re: La Rai delle repliche tocca il fondo con Mina

Gianni, però a pensarci bene, non è nemmeno così, perché tutta l'operazione dei DVD "Mina - Gli Anni Rai" non è stata un'iniziativa presa esclusivamente da Corriere della Sera e Rai, ma in collaborazione con la stessa Mina o chi la rappresenta.
Pertanto, visto che due anni fa, andava bene così, delle stesse cose riproposte fino alla noia Limiti è colpevole fino a un certo punto.
Al di là dei soliti aneddoti ripetuti in altre occasioni, non poteva inventarsi supporti video per far conoscere al pubblico canzoni "recenti" poco conosciute.
In qualche modo si è ingegnato per far ascoltare "Ahi, Mi Amor", di cui è co-autore, ma non poteva mettere al centro della scena un lettore CD e fare una proiezione di diapositive con i disegni di Ronco o di Balletti.

Re: il fondo di Mina...

mah..che dire..se non le solite cose...io rimango un minoso non praticante (come lo sono della Juve)e saldamente fermo dal 58 al 78 punto e basta.