E' senz'altro un compleanno da alka-selzer, ma Antonello Venditti sembra attrezzato per sopravvivere: lui, nato sotto il segno dei pesci come da canzone, compie 60 anni domani, 8 marzo, nel giorno della Festa della donna. Il risvolto marketing non deve essergli sfuggito, visto che primo in hitparade c'è l'album «Donne», dove canta appunto le sue Sare, le Lilly, le Giulia inventate in 40 anni di carriera. Un poco nervoso ma non vinto dall'imminente ricorrenza, il cantautore romano si racconta.
Come sta Venditti, pronto ai Sessanta?
«Non sono autocelebrativo, se potessi andrei direttamente al 9 marzo. Mi rode un po' compiere un'età che non sento. Mi guardo allo specchio e penso: che c'entro con questo signore al quale vengono dette queste cose? A me piace la contemporaneità, non vivo di passato. Non costruisco il mio mausoleo, credo di dover ancora fare le cose migliori. Pensi a Berlusconi: se la sua età biologica è 74, la mia è al massimo 19. Sono un ragazzo, fisicamente, e debbo dare una bella notizia: è bello arrivare a questa età che mi dicono avanzata, in queste condizioni e spirito».
Lei, con la sua romanità e una certa bonomia conquistata con gli anni, con l'uso accorto del proprio privato e la popolarità del repertorio, è una specie di Alberto Sordi della musica.
«E' un complimento, può essere vero. Alberto era un romano internazionale, usava la romanità per arrivare dovunque. Ma anch'io racconto un'Italia, le generazioni. L'importante è essere bravi e contemporanei, e avere oggi lo stesso consenso di un tempo, saper interpretare gli italiani come sono».
La forza comunicativa è inversamente proporzionale al carattere?
«Fino a 10 anni fa mi consideravano orso. Ho cercato di non fingere. La forza delle mie canzoni è nella credibilità che hanno, ecco perché mi restano appiccicate e nessun altro le canta».
Non si sente usurato?
«Già nei 70 usavo il linguaggio di oggi. Se nota, ogni mia canzone fa fatica a esser inquadrata in un tempo: talento naturale».
Magari fa anche una vita normale.
«Vita semplice, gusti comuni. E poi colleziono quadri. La mia scala di valori va dalla partita alla grande mostra, conosco tutti, dal meccanico sotto casa al Presidente. E mi sembra di capire tutti. E poi ho spirito di avventura, e curiosità».
Nato l'8 marzo, per le donne.
«Si parla di donne seriamente solo in questa settimana, poi tutto resta come prima. Oggi l'intera condizione femminile nella sua filiera, da bambine in poi, è precaria. Non ci avremmo mai creduto, nel '78: la solidarietà, le lotte per i diritti civili, la pillola, lasciavano presagire un futuro diverso. I diritti sono andati indietro, la pensionistica europea ci dice che lavoreranno di più. C'è possessione, sfruttamento, la donna è il parafulmine della situazione generale».
Lei le ha tanto cantate, le donne.
«La prima canzone me l'ha fatta scrivere mia nonna, "Sora Rosa". Poi la mia vita è stata devastata da mia madre, tanto che fra un po' uscirà il mio primo romanzo, intitolato "L'importante è che tu sia infelice", la frase che mi diceva sempre. Ma ho reagito in maniera libertaria, è stata di sprone. Mi voleva impiegato, sognava un posto in banca: cose che si sono rivelate poi effimere. Non mi voleva neanche sposato, mi ha sempre parlato male dalle donne: ma da questa violenza è nata la mia creatività, mi ha fatto venir voglia di scappare».
Lei si è sposato una volta sola, con Simona Izzo. Le altre?
«Simona mi ha reso padre. La moglie di mio figlio Francesco, mi ha reso nonno. Hanno collaborato alla mia felicità. Per le donne non ho un ideale fisico: ne vorrei finalmente una col senso dell'umorismo. E' così difficile scherzare con loro, soprattutto quando si parla di altre donne...vorrei ridere, sorridere. Invece
tante donne sono state gelose delle mie canzoni: "Quando mi scriverai una canzone così bella come "Ricordati di me"?, e io: "Quando la nostra storia sarà finita..."».
Un tempo andava in barca con il suo amico Bertinotti. Vi vedete ancora?
«Fra le persone più forti che possono ancora insegnarmi qualcosa, lui è ancora il più simpatico, il più vicino perché mi racconta la storia, quella che si tende a dimenticare, e guarda al futuro. Ma la barca l'ho venduta e sono passato alla barca a vela, dove bisogna lavorare, quindi niente ospiti».
Rifondazione durerà? E il PD?
«Tutto quanto va in pezzi. Il crollo del muro ha portato a tutto questo. Ora, dopo il comunismo, crolla il neoliberismo. Una politica cominciata da Thatcher e Reagan è arrivata al dunque. Bisognerà trovare regole stabili. In quanto al Pd, io sono Pd dentro, "La mia religione" parla proprio del Pd. Più che Franceschini, mi interessa uno stato laico, dove uno possa dare la risposta che vuole. La libertà è la massima donna che posso trovare nella vita, ed è donna».
www.lastampa.it
Antonello Venditti - Le Donne : Lo spot TV
Ecco questo bel mondo discografico che cerca di arraffare nelle raccolte.
Ora anche Antonello Venditti, attraverso due raccolte dedicate all'Amore, una ai "Diamanti" ed ora alle "Donne".
Questi "prodotti musicali da vendere" finiranno nelle classifiche. Da non confondersi con "opera". Ci sono sostanziali differenze.
Intanto la gente continua imperterrita ad acquistare senza usare il cervello.
Bello il Marketing. Frega la gente. E la gente non se ne accorge. Ecco cosa fa l'apparenza.
Ma per favore.
E' un primo posto che lascia perplessi, perché non è altro che una doppia compilation che comprende canzoni che, "Sora Rosa" a parte, la sua prima canzone, vanno dalla fine degli anni settanta ai giorni nostri.
Canzoni già inserite in compilation uscite anche in edicola, compresa "Una stupida e lurida storia d'amore", decantata come una rarità.
Mi sembra stranissimo che una doppia compilation (Edizioni RCA/Sony Music) di vecchi brani si piazzi al primo posto in classifica.
Tanto più che Venditti non è almeno da decenni un campione da primo posto in Hit Parade.
E ultimamente non ha fatto niente di particolare per agguantarlo.
Sono d'accordo con te Paolo.
Le ultime produzioni di Venditti non hanno avuto un riscontro commerciale alto, anche se l'ultimo album - che ho trovato brutto perché ha un sound appesantito - ha subito una nuova edizione con DVD.
Anche questo aspetto l'ho trovato poco consono.
Sam