Il mitico Zac spiega Jackson di MARINELLA VENEGONI
Il mitico Zac spiega Jackson su Sky Questo è giornalismo musicale
(Paolo Zaccagnini è quello qui a sinistra)
Facevo colazione, ero anche un po' addormentata. Mi son risvegliata di colpo quando su Sky ho visto il barbone bianco del mio amico e collega Paolo Zaccagnini al tg, spiegare e raccontare Michael Jackson - che come ormai sapete torna ai concerti a Londra, dall'8 luglio -, com'era e com'è.
Il giornalismo televisivo musicale contiene per forza nella propria essenza, almeno nella nostra tradizione, un che di prudente e di paludato, con grande tendenza al complimento e all'iperbole, spesso indiscriminata. C'è anche da capirli: se non fanno così, poi gli artisti invitati non ci vanno più, a farsi intervistare; dunque è meglio parlare degli assenti, ne convengo: meglio ancora se sono stranieri, e saranno a lungo o per sempre ignari di ciò che noi diciamo alle loro spalle. Però mi corre l'obbligo di precisare che, qualche settimana fa a Scalo '76, mi sono trovata bene e ho potuto esprimere il mio pensiero senza che venisse dietro qualcuno a farmi l'à-jour.
Fatta questa premessa doverosa, che bello sentire uno come Zaccagnini che dice quel che pensa e che sa, per averlo accumulato in anni di esperienza, con tanta rapida facilità, con conoscenza di causa, naturalmente, ma da essere umano esperto e non da manichino.
Michael Jackson com'era (con dietro Quincy Jones), come fu (da bambino, obbligato ad esibirsi a suon di botte) e com'è (un uomo provato dalla sorte e non psicologicamente attrezzato per affrontarla). E il futuro? Che Dio lo aiuti, e se ci si mette pure qualche produttore in gamba è anche meglio.
Bravo Paolo, grazie, un bacio.