MUSICA




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Tra un boccone di cappone ripieno e uno di struffoli, ho letto l’intervista di Aldo Cazzullo

Tra un boccone di cappone ripieno e uno di struffoli, ho letto l’intervista di Aldo Cazzullo ad Achille Lauro che ha molto scosso i giurati dei tribunali social. La giuria, in base al titolo dell’articolo, ha emesso la sua sentenza: Lauro è un cazzaro.
Praticamente, il titolo dell’intervista parlava di Lauro uscito dai bassifondi. Uscito. Non nato nei bassifondi. Ma leggere quella parola è stato sufficiente.
Sapete il cane che alza le orecchie appena sente una parola che finisce in -otto nel dubbio che possa essere biscotto? Ecco.
I cani social hanno letto bassifondi e subito hanno iniziato ad abbaiare che Lauro è figlio di un magistrato. E automaticamente di bassifondi non può parlare.
Pur riconoscendo che sto storytelling del vagabondo non ha mai convinto del tutto neanche me, il punto è che però nell’intervista incriminata, che evidentemente i cani non hanno letto, lui parla del padre professore, poi avvocato, poi magistrato e definisce ormai risolte le sue beghe familiari.
Che lui a 14 anni se ne sia andato a vivere in una comune insieme al fratello è un dato di fatto, quindi qualche problema in famiglia doveva esserci.
Pure se viveva in una comune e poi tornava a casa a farsi la doccia e a mangiarsi un panino qualche forma di disagio il piccolo Lauro doveva averla.
Sicuramente più di me che discutevo con i miei, mettevo due cose in una borsa e me ne andavo via. Da mia nonna, però. Al quarto piano dello stesso palazzo.
A me sembra assurdo che in tanti si siano scagliati contro Lauro non rendendosi conto che ha “subito” un’intervista mediocre.
Ecco fossi stata in Cazzullo invece di fare la parafrasi di Incoscienti Giovani come sei lui avesse 12 anni e quel testo fosse l’Eneide, questo gli avrei chiesto.
Eri quel tipo di ribelle che … scappato di casa, poi ci tornava per farsi la doccia?
I tuoi venivano a cercarti per tentare di riportarti a casa?
Quando sei andato via di casa, eri un minorenne. I tuoi ti avevano affidato a tuo fratello?
Il racconto della vita di strada, un mix tra i ragazzi della via Pal e quelli dello zoo di Berlino, quanto è stata funzionale per la creazione del tuo personaggio ?
Pensi che a un certo punto lo storytelling ti sia un po’ sfuggito di mano o siamo stati noi giornalisti a ricamarci su e tu ne hai solo appro*****to?
Ecco, queste sarebbero le domande da fare ad Achille Lauro per chiudere definitivamente con il suo passato burrascoso e tormentato, perchè, francamente, non se ne può più.
E invece no. Cazzullo, con la diligenza del giornalista di livello medio-basso, gli chiede se davvero ha dormito in un Peugeot.
Che, dai, è proprio una domanda del ca… si può dire, vero?
E non perché io dico in “una” Peugeot usando il femminile!

Valeria Carola