"Stringimi forte i polsi" nasce nel 1962 come sigla di chiusura di Canzonissima
"Stringimi forte i polsi" nasce nel 1962 come sigla di chiusura di Canzonissima, il celebre programma televisivo RAI. La canzone, interpretata da Mina, è un’elegante bossa nova che riflette il gusto musicale dell’epoca, con un arrangiamento moderno e vocalizzi che esaltano la versatilità della cantante, allora ventiduenne ma già una star affermata.
La genesi del brano è legata al team creativo di Canzonissima 1962, un’edizione diretta da Dario Fo, che collaborava con la RAI come autore e regista insieme alla moglie Franca Rame. Il testo della canzone è stato scritto da Dario Fo e Leo Chiosso, mentre la musica è stata composta dal maestro Fiorenzo Carpi, un collaboratore abituale di Fo noto per le sue colonne sonore teatrali e cinematografiche. L’attribuzione a Fo è confermata anche dal figlio Jacopo Fo, che nel 2016, durante la cerimonia laica per l’addio al padre, ha ricordato che il brano era un omaggio di Dario a Franca Rame, sua compagna di vita e di lotta.
Il testo, con il suo tono passionale e romantico, si sposa alla perfezione con il ritmo leggero ma sofisticato della bossa nova, un genere allora in voga grazie all’influenza della musica brasiliana. La frase “Stringimi forte i polsi” evoca un’immagine di intimità e vulnerabilità, ma il tono allegro e vivace del brano riflette anche lo spirito ironico e vitale di Fo e Rame, che affrontavano con creatività anche le difficoltà personali e professionali.
Come consuetudine per le sigle di Canzonissima, il brano fu commissionato agli autori del programma, e l’edizione del 1962 vide Fo e Rame al centro di un progetto ambizioso ma controverso. I loro sketch satirici, che toccavano temi scottanti come la mafia, le condizioni dei lavoratori e la corruzione, provocarono attriti con la RAI, portando alla censura di alcune puntate e all’allontanamento di Fo dalla televisione pubblica dopo questa esperienza. Nonostante il fallimento del programma in termini istituzionali, “Stringimi forte i polsi” emerse come un successo musicale, grazie alla voce di Mina e alla qualità della composizione.
Mina portò al brano un’interpretazione intensa ma leggera, capace di bilanciare il romanticismo del testo con la freschezza della bossa nova. La sua performance contribuì a rendere la canzone un “piccolo gioiello e il brano fu successivamente incluso nell’album Renato (1962), consolidandone la popolarità.
L’aspetto più intimo della canzone emerge dal suo legame con Dario Fo e Franca Rame. Come dichiarato da Jacopo Fo, il brano era una dedica di Dario alla moglie, un’espressione del loro amore profondo e della loro complicità. Questa dimensione personale è stata celebrata durante la cerimonia laica per Fo nel 2016, quando la canzone è stata scelta per aprire l’evento, sotto la pioggia battente, sul sagrato del Duomo di Milano, come simbolo del loro legame eterno.
“Stringimi forte i polsi” rimane un esempio della capacità di Fo, Chiosso e Carpi di creare arte che unisce leggerezza e profondità, mentre l’interpretazione di Mina ne ha fatto un classico della musica italiana. La sua genesi, intrecciata con le vicende di Canzonissima e la storia d’amore di Fo e Rame, la rende non solo un prodotto musicale, ma anche una testimonianza di un’epoca e di una coppia straordinaria.