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Paolo Nutini: “Ed Sheeran? Sarebbe esistito anche senza di me”


L'intervista al cantautore di "Candy", tornato sulle scene dopo otto lunghissimi anni di silenzio.

Di Mattia Marzi

“Ed Sheeran, Tom Odell, James Bay e Lewis Capaldi? Sarebbero esistiti sicuramente anche senza di me”, dice dall’altra parte del telefono Paolo Nutini quando gli domandi se non pensa che il suo successo oltremanica abbia spianato la strada a una nuova generazione di cantautori, partiti dalla cameretta alla conquista delle classifiche internazionali.

Il cantautore di “Candy” è sempre stato schivo, timido, introverso: gli otto anni trascorsi lontano dalle scene non lo hanno cambiato. Aveva 29 anni quando, all’apice del successo, 8 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Nutini decise di prendersi una pausa a tempo indeterminato, facendo perdere ogni sua traccia. I fan si chiedevano che fine avesse fatto. Lui, che oggi ha 35 anni, li ha spiazzati pubblicando l’album più maturo della sua discografia finora, “.Last night in the bittersweet”, che raccoglie le esperienze di questi anni lontano dai palchi.

Tra una data e l’altra del tour italiano, che è partito lo scorso 15 luglio da Gardone Riviera e chiuderà domani con uno show nello scenario mozzafiato del Teatro Antico di Taormina (ma tornerà in Italia il 30 settembre, al Fabrique di Milano), all'i segna dei sold out e di calorosissime standing ovation, Paolo Nutini racconta le storie dietro alle canzoni di “Last nigh in the bittersweet”: “Ho comprato biglietti di sola andata per andare a visitare i posti che volevo da sempre visitare: a volte i viaggi duravano un fine settimana, altre volte tre mesi o anche di più. Mi sono concesso il lusso di prendermi del tempo libero e vivere esperienze senza pensare ad altro: sono fortunato”. Non ha mai smesso di scrivere, in questi anni passati a girare il mondo: “Appuntavo idee, melodie. Ma un album per essere considerato tale deve raccontare una piccola storia e poche canzoni non bastano. Alla fine mi ha guidato l’ispirazione. È stato tutto molto naturale”.

"Acid eyes” è uno dei singoli che hanno anticipato l'uscita di "Last night in the bittersweet". Paolo racconta di aver immaginato inizialmente la canzone come un duetto con Danielle Haim, una delle tre sorelle che compongono il trio soft rock delle Haim, amatissime dalla critica: “L’ho scritta nel soggiorno di casa. Pensavo a lei. I miei collaboratori mi dicevano di provare a contattarla, ma io avevo paura che mi dicesse di no. Così alla fine l’ho incisa da solo”. Chissà se si è fatta viva dopo le interviste di queste settimane in cui Nutini ha raccontato la storia della canzone: “No, ancora no – risponde lui, sorridendo – ma spero si faccia viva presto per poterla davvero cantare insieme”.




I sedici brani che compongono “Last night in the bittersweet” non parlano esplicitamente del lungo periodo vissuto da Nutini lontano dalle scene: “In parte ha inevitabilmente a che fare con quello, ma non parla in maniera diretta della pausa. C’è dell’altro”. In "Lose it" il timbro della voce di "Candy" si fa cupo e profondo, à la Tom Waits, quasi a voler ricreare l’inferno della mente: “I could not seem to find / A way out of my worried mind”, “Non riesco ancora a trovare, una via d’uscita dalla mia mente preoccupata”, canta. Guai a definirlo un disco autobiografico, però: “Racconto storie, prendendo spesso ispirazione da quelle delle persone incontrate in questi anni – spiega il cantautore – non mi sono guardato dentro, stavolta, ma intorno”.