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Se n'è andato Fausto Coelli



Se n'è andato il 28 luglio 2022 oggi a 88 anni Fausto Coelli, musicista, sportivo, commerciante. Con la moglie aveva gestito sotto la galleria un negozio di articoli sportivi diventato punto di riferimento per tanti anni dello sport cremonese. Aveva fondato anche lo Sci Club Coelli che ha formato decine di agonisti degli sport sulla neve ed ha portato per tanti anni i cremonesi sulle piste da sci. Era anche un abile motonauta ed aveva avuto il prestigioso riconoscimento della "stella d'argento" del Coni. Ma Fausto Coelli andava orgoglioso di aver fondato, con Mina, il complesso dei Solitari quando gli Hayy Boys, il primo gruppo con cui si esibì Mina, andò in tournèe in Turchia e la cantante non potè andare con loro per il veto dei propri familiari. Coelli aveva già un gruppo musicale, gli "Arlecchino": con Mario Dalla Noce, Pietro Bobbi, Flaminio Corradi, Alfredo Sclavo e Fausto Coelli alla batteria. E l’11 gennaio del 1959, nella tavernetta dell’Hotel Continental di Porta Venezia, con una giovanissima Mina debuttò il suo complesso: “I Solitari”. Alla batteria Fausto Coelli, Lino Pavesi al sax, Memo Fieschi al piano, Ermanno Scolari al contrabbasso ed Enrico Grossi alla chitarra. Fu un grandissimo successo, una ulteriore conferma delle potenzialità di Mina che aveva debuttato solo qualche mese prima a Rivarolo del Re (il 23 settembre 1958) ma con gli Happy Boys.

La serata al Continental fu il lancio definitivo di Mina e i Solitari, fioccarono le richieste di tanti locali della zona ma anche da fuori come il night club El Maroco di Milano e addirittura l’Hotel Moresco di Ischia. Con I Solitari Mina incise alcune delle sue canzoni che hanno fatto storia: tra queste “Tintarella di Luna”. Gian Paloschi, nel suo libro “Quelli eran giorni” racconta: “Nell’estate del ’59 Mina e i Solitari si trovavano a Ischia dove si esibiscono anche “I Campioni”, un gruppo che stava andando fortissimo.

Questi stavano provando una nuova canzone del loro chitarrista, Bruno De Filippi, poi diventato famoso. Ha un titolo curioso “Tintarella di luna”. L’autore accetta di dare la partitura ai Solitari. Mina canta ed esplode il successo. Finita la stagione la inseriranno nel film che girarono per la Titanus “Juke box che urli d’amore”, poi l’edizione discografica con l’Italdisc ne decreterà il trionfo”. Poi “Nessuno”, “Scritta col fuoco”, “Tua”, con gli immancabili Solitari.