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Malgioglio: «Così nacque la nostra “Ancora ancora ancora”»

Addio a Giampiero Felisatti, scrisse per Mina e Bertè. Malgioglio: «Così nacque la nostra “Ancora ancora ancora”»
L’ultima volta che si erano sentiti era stato due anni fa. Giampiero Felisatti aveva mandato una sua canzone a Cristiano Malgioglio, la pensava perfetta per le corde di Patty Pravo. Poi, come spesso accade nel mondo della musica, quel progetto si ***** in mezzo a tante altre idee, impegni, contratti da rispettare, non se ne fece più nulla. Bisognerebbe magari ripescarle, quelle note, adesso che Felisatti – 72 anni, vigevanese, autore di decine di successi per il pop italiano ma anche per quello dei Paesi europei e americani di lingua spagnola – è morto a Pavia. La notizia l'ha data la sorella Fiorella, speaker di Radio Italia: «Le tue canzoni sono un lascito che rimarrà per sempre a confortarci e a emozionarci», ha scritto sui suoi social.

Forse con quel nuovo motivo per Patty Pravo, Felisatti avrebbe voluto bissare quello ottenuto, sempre con Malgioglio, grazie a Mina con “Ancora ancora ancora” che resta tra le loro canzoni più celebri. Correva il 1978 e quel disco fece scandalo per musica, parole e arrangiamento hot con il valore aggiunto dell’interpretazione sensuale della Tigre di Cremona. Un po’ quel turbamento e quelle censure che avevano provocato un decennio prima “Je t’aime moi non plus” di Gainsbourg-Birkin o “Storia d’amore” di Celentano “oscurate” anche dalla radio.

Malgioglio racconta come nacque il brano. «Felisatti mi aveva portato la musica. Io avevo scritto una prima bozza di testo. Entrambi volevamo coinvolgere Mina. Andai a trovarla ma lei non fu convinta delle parole. Voleva qualcosa di più intenso, sensuale, passionale. Tornai a casa. Avevo da poco chiuso una storia d’amore durata molti anni. A un tratto squilla il telefono. Io sto riscrivendo il pezzo e lo lascio squillare. Poi un’altra volta, un’altra… Finalmente rispondo ed è il mio ex. Inaspettatamente mi fa: “Dimmi che mi ami ancora, dimmelo un’altra volta, ancora, ancora…”. Quella telefonata mi diede l’ispirazione. Portammo il nuovo testo a Mina e incise quel disco rimasto nella storia della musica leggera italiana». Così come gronda sensualità un’altra creazione della coppia Felisatti-Malgioglio, “Per te” cantata da Iva Zanicchi, che restò prima in classifica per settimane in America Latina.

Un eros femminile per la prima volta però consapevole, più rivendicato che subìto, come quello cantato in un’altra hit di Felisatti, che è rimasta tormentone, manifesto, coro che ha superato le barriere generazionali, “Sei bellissima” di Loredana Berté («e lo obbligavo sempre a dirmi sei bellissima»).

Come molti ragazzi degli anni ’60 con la musica nel sangue, Felisatti era nato in un complesso, i Funamboli, di cui era cantante solista. E continuò a cantare negli anni a venire anche se la scrittura si faceva sempre più urgente.

Per Miguel Bosè compose “Super superman” che fu nel ’79 una hit internazionale della dance, Caterina Caselli scelse un suo brano, “Il mare calmo della sera”, per il debutto di Andrea Bocelli che con quella canzone vinse nel ’94 tra le Nuove Proposte a Sanremo, più volte un cantautore di talento come Gatto Panceri s’è valso della sua collaborazione e tanti sono stati gli artisti del pop latino-americano che si sono affidati alle sue note per successi che hanno spopolato per anni in quei Paesi.