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Marisa Monte: il Brasile è arrivato a Milano

Marisa Monte: il Brasile è arrivato a Milano
La musicista carioca si è esibita ieri sera al teatro degli Arcimboldi di Milano, il nostro racconto

Di Michele Boroni

Nelle conversazioni e riflessioni post-concerto una delle cose che più spesso si fa è quella di trovare un paragone dell'artista appena vista con altri simili italiani o di altri paesi. Nel caso di Marisa Monte è estremamente difficile fare questo tipo di discorso, perché forse un'artista “tipo Marisa Monte” non esiste. Almeno, oggi non c'è. Marisa Monte riesce infatti nei suoi dischi e specialmente nei suoi set live a mettere insieme molti elementi e dimensioni diverse tra loro: la canzone d'autore brasiliana e il pop, la grande comunicativa ma anche le soluzioni melodiche complesse, la tradizione carioca e la gran voglia di suonare. Il tutto con la sua voce cristallina, soave e dall'intonazione perfetta.

La data di Milano è la prima di un tour europeo, ma il repertorio è rodato dal lungo tour in Brasile dei mesi scorsi. Marisa Monte presenta un set fitto fitto di una trentina di canzoni del suo vasto repertorio, con molti brani estratti dal suo ultimo eccellente “Portas” dell'anno scorso. Innanzitutto due cose: una buona, una meno. La prima riguarda la band di sette elementi formata da grandissimi musicisti brasiliani tra cui Davi Moraes alla chitarra, il giovane talentuoso polistrumentista Chico Brown e Dadi al basso, storico musicista brasiliano leader di band bahiane popolarissime in Brasile. La parte meno bella è che il mixaggio e la location non hanno valorizzato i suoni di questa straordinaria band per più di metà del concerto, le canzoni sembravano come compresse e inscatolate.

Peccato, perché Marisa Monte ieri era in gran forma e lei ha un rapporto speciale con l'Italia, prova ne è che il suo primo grande successo fu la cover di un pezzo di Pino Daniele (“E mo che fà” diventata “Bem que me quis”) cantata come bis finale a capella e continuata poi dal pubblico, ma anche il suo italiano eccellente e, non ultimo, il suo singolo realizzato insieme a Jorge Drexler si intitola “Vento sardo” dedicato alle sempre presenti correnti d'aria rivitalizzanti dell'isola (dove si esibirà domani al teatro Massimo di Cagliari e poi a luglio a Umbria Jazz).

Vari cambi di abito sempre in scena, la classica corona in testa che ama ironicamente portare e la sua gestualità elegante e armoniosa. La caratteristica di questo tour è la presenza di una efficacissima sezione fiati che dà al pop d'autore carioca della Monte un tiro molto più soul, rhythm & blues e jazz.

Ma soprattutto ci sono le canzoni, tante e tutte intriganti: dalle sofisticate trame melodiche di “Infinito Particolar” alle ritmiche dispari di “Praia Vermelha”, dai grandi classici del passato come “Ainda Lembro” alle hit pop realizzate con i Tribalistas. Il pubblico calorosissimo, composto in buona parte da brasiliani che abitano in Italia, si scalda con “Elegante Amancher” la canzone per la scuola di samba diversa dalla sua composta insieme al percussionista Pretinho de Serrinha, e così l'austero Arcimboldi si trasforma rapidamente in un sambodromo. Efficaci i giochi di luce e i visual nello sfondo per un concerto che ha portato un po' di Brasile in una caldissima Milano.

Setlist:
Intro
Portas
Quanto Tempo
Maria De Verdade
Vilarejo
A Lingua Dos Animais
Infinito Particular
Praia Vermelha
Ainda Bem
Beija Eu


Totalmente Seu
Ainda Lembro
Preciso Me Encontrar
Vento Sardo
A Sua
Déjà Vu
Dança Da Solidão
Calma
Eu Sei
Velha Infância
Feliz, Alegre E Forte
Seo Zé
Você Não Liga
Elegante Amanhecer
Lenda Das Sereias
Na Estrada
Não Vá Embora
Magamalabares
Vide Gal
Pra Melhorar
Já Sei Namorar
Bem Que Se Quis