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Paolo Conte: "Non ho più voglia di musica"

Paolo Conte: «Non ho più voglia di musica. Provo a scrivere ma non esce fuori nulla. Basta così»
A Il Messaggero: «Faccio il tour solo perché era in sospeso da due anni, per i fan che ancora mi emozionano, ma mi stanco molto più di prima»

Paolo Conte: «Non ho più voglia di musica. Provo a scrivere ma non esce fuori nulla. Basta così»
Il Messaggero intervista Paolo Conte. A 85 anni, sta portando in giro il suo tour con la sua orchestra, ma dice di non sentirsela più di fare musica.

«Adesso che finisce il tour voglio riposarmi. Non ho più tanta voglia di musica. Una volta passavo tutte le mattine al piano. Adesso da due anni non tocco la tastiera. Per fortuna che c’è la pittura, una mia vecchia passione, addirittura più antica della musica. Dipingere mi rilassa, la musica mi tiene in tensione».

Anche Guccini ha detto che non sopporta più la musica.

«Lo capisco. Il fatto è che abbiamo lavorato tanto, troppo: quando è così, senti il serbatoio che si esaurisce. Provi a scrivere, ma non esce fuori nulla. È proprio difficile concepire canzoni nuove. È come provare ad arrampicarsi sui vetri».

La forza e l’energia per affrontare questa nuova tournée dove l’ha trovata?

«Non lo so neanche io. Mi stanco. E mi stanco molto più di prima. Ho accettato di fare queste date perché erano in sospeso da due anni, da prima della pandemia. Andavano recuperate. Anche per amore del pubblico: quando lo incontro riesco ancora ad emozionarmi, dopo tutti questi anni».

Le capita mai di essere fermato per strada da fan che le chiedono selfie?

«Sì. I selfie li trovo terribili, insopportabili. Approfitto di scuse per scappare: “Ho un aereo, mi spiace ma non posso perdere tempo”. I fan sono simpatici, ti fanno sentire importante. Ma a volte sono inopportuni».

Dove sta andando la musica italiana?

«Non lo so, ahimè. C’è bisogno di un messia che rimetta le cose a posto. C’è confusione».

Sui nuovi protagonisti della scena musicale, come Achille Lauro:

«Non li conosco bene. Mi è capitato di vedere in tv qualcosa, qualche apparizione. Non saprei nemmeno come giudicarli. Dovrei ascoltare i loro dischi. Onestamente non me ne frega niente (ride)».

Cosa ascolta nelle sue giornate?

«Solo musica classica su Sky e vecchi dischi di jazz antico. Louis Armstrong, Art Tatum, Sidney Bechet».

Cosa pensa quando prova a scrivere qualcosa di nuovo e non esce fuori nulla?

«Ma chi te lo fa fare? Basta così».