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Queen: May suona con l’ologramma di Mercury e si commuove

Queen: May suona con l’ologramma di Mercury e si commuove
E’ successo qualche sera fa alla O2 Arena di Londra…

L’occasione, per la verità, non era particolare, e il numero - chi ha già avuto modo di assistere allo show lo sa - è tutto sommato di routine: nel corso del Rhapsody Tour i Queen e Adam Lambert dedicano un momento speciale a “Love of my Life”, struggente ballata inclusa in “A Night At The Opera” del 1975. Dopo essersi fatta da parte, la band lascia da solo sul palco il chitarrista Brian May, che - imbracciata una chitarra acustica - esegue la parte musicale del brano, in tandem (nella porzione finale del brano) con una registrazione della voce dello scomparso Freddie Mercury, che appare alle sue spalle (ovviamente sotto forma di ologramma) sugli schermi installati sul palco.


Nonostante l’abitudine al momento - per quanto retorico, senza dubbio evocativo - qualcosa deve essere scattato nella testa del chitarrista, che qualche sera fa era impegnato insieme al gruppo in una delle date previste dalla residency in programma fino al 21 giugno prossimo: come catturato da una spettatrice che ha postato il filmato di quanto accaduto sul proprio account di TikTok, l’artista, al termine del duetto virtuale, è parso visibilmente commosso.


La clip utilizzata per la rappresentazione dello scomparso frontman sul palco è stata tratta dalla leggendaria esibizione della band di “We Will Rock You” del 12 luglio 1986 allo stadio di Wembley, a Londra, testimoniata prima dal film-concerto “Queen at Wembley” del 1990 e poi dal popolare live album “Live at Wembley '86” del 1992 (pubblicato nel giorno in cui Mercury, scomparso nel novembre dell’anno precedente, avrebbe compiuto 65 anni).


I Queen utilizzano una rappresentazione digitale del frontman scomparso già dal 2012, anno nel quale la formazione si imbarcò in un breve tour che prese il via da piazza Maidan a Kiev, in Ucraina. In passato lo stesso May ammise di essere scettico nei confronti di soluzioni del genere: “Non voglio andare in tour con un ologramma”, spiegò a Classic Rock il chitarrista, “Ti fa sentire come se fossi un pezzo da museo, ma noi non siamo fossili: siamo vivi”.