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Usa 2020, i Rolling Stones minacciano di fare causa a Trump



I Rolling Stones contro Donald Trump: il presidente Usa è accusato di aver usato nei suoi raduni brani della band nonostante il parere contrario di Mick Jagger e soci. Gli Stones hanno dichiarato che il loro team legale sta lavorando con l'organizzazione per i diritti musicali Bmi per interrompere l'uso del materiale nella campagna di rielezione di Trump: "L'uso non autorizzato delle loro canzoni costituirà una violazione dell'accordo di licenza".

Possibile causa legale - La linguaccia, storico simbolo del leggendario gruppo rock, stavolta è tutta per Donald Trump. O meglio, la minaccia di azioni legali è rivolta al presidente. "Se Donald Trump non terrà conto della notifica, affronterà una causa legale per rompere l'embargo e riprodurre musica che non è stata autorizzata", dicono gli Stones.



"I Rolling Stones non sostengono Trump" - Il presidente americano ha utilizzato la celebre 'You Can't Always Get What You Want' nel suo ultimo comizio a Tulsa, in Oklahoma. Il brano era già stato suonato durante la campagna per le elezioni del 2016 e già allora la band inglese aveva chiarito in un tweet che "I Rolling Stones non sostengono Trump".



Intervenuta anche la famiglia di Tom Petty - Adesso il loro team di avvocati ha contattato l'agenzia che si occupa dei diritti musicali, la Bmi appunto, per bloccare lo sfruttamento non autorizzato della loro musica dopo che precedenti "richieste sono state ignorate". Mick Jagger e compagni non sono le uniche rockstar a non gradire l'associazione dei loro pezzi con Trump. Qualche settimana fa, infatti, la famiglia di Tom Petty ha chiesto ufficialmente alla campagna del presidente non usare più i suoi brani dopo che 'I won't back down' era stata suonata sempre a Tulsa. "Non avrebbe mai voluto che una usa canzona fosse usata per una campagna d'odio", ha scritto su Twitter la famiglia del musicista morto nel 2017 a 66 anni a causa di un'overdose di anti-dolorifici.