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Liam Gallagher tra le novità discografiche


Quattro uscite discografiche da segnalare in questa settimana a cominciare da YAYA BEY - MADISON TAPES - Nata a Brooklyn, figlia d'arte, suo padre è il rapper Gran Daddy I.U., Yaya Bey è una delle nuove voci del neo soul, come fosse un' Erykha Badu immersa nel Minimalismo. Non a caso tre anni fa ha realizzato un album sostanzialmente acustico.
Yaya Bey non si dedica solo alla musica: è anche una poetessa e una pittrice e sicuramente questo approccio multi tasking all'espressione artistica influenza il suo lavoro dove ogni suono e ogni parola sono scelti con una cura coloristica. Il tema centrale della narrazione è la realtà in tutte le sue manifestazioni più dure ma non c'è rassegnazione o soltanto denuncia, piuttosto la voglia di trovare una soluzione: perché in fondo tutti possiamo dare il nostro contributo a quel grande cambiamento che qualcuno continua a chiamare rivoluzione. COLAPESCE E DIMARTINO - I MORTALI - Un bell'atto di coraggio, peraltro premiato dalle radio, questo album uscito nel momento in cui il mondo della musica è ancora bloccato. I due cantautori siciliani sono tra le migliori menti della generazione di cantautori sospesi tra canzone d'autore, pop e indie. Un modo di fare musica che incontra un grande successo e determina il sound contemporaneo. C'è tanta Sicilia in questo album, in "Luna Araba" si ascolta Carmen Consoli, ma i riferimenti sono tanti, da Piero Ciampi ("Il prossimo semestre") ai Baustelle, così come tutto il lavoro è percorso da un'intelligente vena di ironia e autoironia. Quello che colpisce è la piena condivisione del progetto che suona come il prodotto di un gruppo più che la somma di due talenti che stanno contribuendo al rinnovamento della canzone italiana.
KAMASI WASHINGTON - BECOMING (MUSIC FROM NETFLIX ORIGINAL DOCUMENTARY) - "Less is More" diceva Miles Davis che sul valore dei silenzi ha costruito il suo mito. Kamasi Washington, che è cresciuto mandando a memoria i torrenziali album dell'ultimo Coltrane, è partito dal concetto opposto: album di tre ore, ensemble formati da decine di musicisti, brani di dieci minuti.
Un modo di intendere la musica che lo ha fatto diventare una star della nuova scena afro americana ma che ha sempre lasciato più di un dubbio tra i cultori del jazz. Chiamato da Michelle Obama a scrivere la colonna sonora per il documentario che racconta la sua vita, Kamasi Washington è stato costretto alla sintesi. E la sua musica ne ha guadagnato in godibilità. Niente di originalissimo o miracoloso, piuttosto un ottimo disco di jazz, con qualche sorprendente omaggio a Stan Getz e qualche furba citazione morriconiana. In tutto mezz'ora di musica: per Kamasi di solito è il tempo di due brani che spesso ti stordiscono come un motociclista che ha guidato per ore controvento. Qui tutto scorre in modo piacevole: di sicuro non è una colpa.
LIAM GALLAGHER - MTV UNPLUGGED - Liam Gallagher in forma smagliante. Registrato nell'agosto 2019 alla City Hall di Kingston Upon Hull, questo concerto inserisce l'ex voce solista degli Oasis in un elenco di stelle che ha trasformato i concerti acustici di Mtv in un genere. Ovviamente Gallagher mescola i brani della sua carriera solista con quelli degli anni d'oro accanto all'odiato fratello Noel, tipo "Some Might Say", "Stand By Me", "Cast No Shadow", "Sad Song" (la traccia fantasma di "Definitely Maybe" qui cantata per la prima volta da Liam con Bonehead alla chitarra). C'è un'orchestra d'archi di 24 elementi e gli arrangiamenti dimostrano come a 47 anni Liam stia attraversando un periodo artisticamente felice dopo il flop della sua band "Beady Eye" e gli ottimi risultati dei suoi album solisti. Anche lui si è dovuto fermare: ma ascoltare un live oggi acquista tutto un altro significato.