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Gianna Nannini scrive a Paul McCartney. E l'inventore dei voucher dichiara...

Oggi registriamo un post su Twitter di Gianna Nannini, che invita l'ex Beatle a "recuperare le date" cancellate.

Nella certezza che McCartney terrà in debito conto l'accorato appello della collega italiana, segnaliamo intanto che la pasticciatissima gestione della questione voucher da parte del Governo italiano ci è già costata uno sputtanamento internazionale sulla Bibbia dell'industria dell'entertainment internazionale. E vi invitiamo ad ascoltare l'intervista concessa questa mattina a Radio Radicale da Sergio Battelli, parlamentare del Movimento 5 Stelle, che fra le altre cose dice:

"Considero il voucher qualcosa di emergenziale che andava bene in quel momento, ma guardando il contesto generale e non solo il concerto di Paul McCartney è un problema, perché capisco che ci sia anche un diritto del cliente a essere rimborsato. La commissione europea ha attenzionato l'Italia perché al cliente non è stato accordato il diritti di scelta tra rimborso e voucher. Abbiamo fatto un emendamento. Ieri il ministro Franceschini ha fatto un'apertura al parlamento che modificherà quella norma, che è stata fatta in un momento di emergenza massima. Credo che lavoreremo sulla possibilità di arrivare a rimborsare su scelta: io ho presentato un emendamento che rappresenta il principio del rimborso che non c'era. Si lavorerà in Parlamento per trovare una soluzione ottimale sia per l'organizzatore che per il cliente".

"Ho fortemente criticato gli organizzatori sul secondary, ma in questo caso la colpa non è di nessuno: lo stato ha aiutato tantissimi settori, e il settore della musica live è uno di quei settori ancora oggi fortemente colpito. Molti lavoratori hanno dei contratti particolari che non sono rientrati negli aiuti che lo stato ha dato. Questo è un problema che vogliamo affrontare, l'emendamento presentato insieme al collega Gialuca Vacca ha aperto il principio del rimborso, ora la battaglia si sposta in commissione quando si discuterà il decreto Rilancio, per cercare di migliorarla ancora e dare la possibilità agli organizzatori di avere un fondo che gli permetta di rientrare delle spese, e ai fan - volendo - di essere rimborsati".

Detto che la soluzione evocata ieri pomeriggio dal Ministro Dario Franceschini appare accettabile - un emendamento che fornisca l'interpretazione più vantaggiosa, per gli acquirenti dei biglietti, della generica formulazione del Decreto Cura Italia del 24 aprile ("la controprestazione già ricevuta può essere restituita mediante un voucher di pari importo valido per un anno dall'emissione") - non si può non osservare che anziché attendere più di un mese e mezzo il ministero avrebbe potuto fare chiarezza con più tempestività ("è evidente che la ratio della norma è che il voucher valga solo per un concerto dello stesso artista, e che se questo non si terrà lo spettatore avrà diritto al rimborso": questo non lo si poteva scrivere già nel Decreto Cura Italia?).


Ma se la questione finirà a tarallucci e vino, sarà - lo scrivo con un misto di soddisfazione e di imbarazzo - solo grazie alla ferma presa di posizione di Paul McCartney.