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Lucio Battisti e Spotify: cronaca di un boom mancato

Lucio Battisti e Spotify: cronaca di un boom mancato
Gigio Rancilio, per Avvenire, ha analizzato i numeri del catalogo Battisti su Spotify, chiedendosi se una media mensile di 600mila ascoltatori sia davvero una buona cifra per il cantautore di Poggio Bustone.

È stata pubblicata oggi su Avvenire un’analisi di Gigio Rancilio a proposito dei risultati del catalogo di Lucio Battisti approdato su Spotify nella mezzanotte tra il 28 e il 29 settembre scorsi - a esclusione dei lavori realizzati dal cantautore di Poggio Bustone in collaborazione con Panella – dopo anni di assenza. Il giornalista, a circa un mese e mezzo dall’ingresso di Battisti nella piattaforma streaming, va ad analizzare i numeri diffusi da Spotify sul rendimento del catalogo Battisti, che riferiscono di “oltre 20 milioni di streaming, con una media mensile di 600mila ascoltatori”, precisando che la canzone più ascoltata è “Il mio canto libero” e che “oltre il 62% di ascoltatori di Battisti è composto da under35”.



Paragonando i 600mila ascolti mensili della voce di “Un’avventura” a quelli di altri artisti, Rancilio fa notare come Battisti non faccia una gran figura: Lucio Dalla, ad esempio, scrive il giornalista, “nell’ultimo mese ha avuto 979.402 ascoltatori”, mentre, guardando a un altro grande nome del cantautorato tricolore, Francesco De Gregori, nell’ultimo mese l'artista romano conta 703.497 ascolti, numeri che superano quelli di Battisti. Cita anche un nome più giovane Rancilio, Brunori Sas, che con la sua media mensile sul colosso dello streaming svedese si attesta poco sotto Battisti con 532.531 stream. Quanto ai numeri degli artisti che attingono a un bacino di pubblico ancora più giovane, Rancilio cita Rocco Hunt, Mahmood, Tommaso Paradiso e i loro numeri, presi dalla playlist di Spotify Hot Hits Italia, che sono 2 milioni 607.179 di ascoltatori nell’ultimo mese per il primo, 4 milioni 576.270 per il secondo e 1 milione 804.274 per il già frontman dei Thegiornalisti. Il millantato boom di Battisti su Spotify insomma, conclude il giornalista, è un “successo che non c’è”.