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Mina, l’omaggio dai suoi musicisti Rea, Moriconi e Golino

Mina, l’omaggio dai suoi musicisti Rea, Moriconi e Golino
di Giordano Casiraghi - 25 Ottobre 20190

Un disco che vuole rendere omaggio alla voce e storia di Mina, la cantante italiana più celebre e raffinata? Ci hanno pensato i suoi musicisti Danilo Rea al pianoforte, Massimo Moriconi al contrabbasso e Alfredo Golino alla batteria. Invitati a Cremona per suonare la sua musica, proprio in quella occasione ai tre artisti, che generalmente accompagnano la cantante nelle incisioni, viene l’idea di mettere in moto una lavorazione discografica. A supportare l’iniziativa c’è Massimiliano Pani nelle vesti di produttore: l’album Tre per Una (Warner) è stato registrato negli studi PDU di Lugano.

Il quartetto ha dato appuntamento al Blue Note di Milano per presentare questo capitolo. Dopo una breve introduzione da parte di Pani, Rea, Moriconi e Golino hanno suonato vari brani contenuti nell’album. Album che inizia con Non credere e prosegue con Parole parole, Tintarella di luna, Grande grande grande, E se domani, Vorrei che fosse amore, oltre a un medley di pezzi di Lucio Battisti, Io e te da soli/Amor mio/Insieme, e altri dal vastissimo repertorio. «Lavorare con lei — esordisce Golino — è stato un completamento della mia vita di musicista, un sogno di tutti che ho potuto esaudire. Dei vari brani qualcuno è stato più complicato realizzarlo, ma in linea generale è prevalsa una maniera spontanea e libera di lavorare. In modo naturale abbiamo tratto ispirazione ascoltando brani in studio di registrazione, suonando in maniera live. Abbiamo lasciato che le idee sugli arrangiamenti arrivassero al momento, ricevendone ispirazione continua». Gli fa eco Moriconi: «Abbiamo adottato il Jazz come stile che riesce a inglobare altra musica, un linguaggio che può piacere o non piacere, ma è stato facile adattare questi brani al Jazz, ma non vorrei confinarli in un genere, non li classificherei, trovo che sia uno stile trasversale. Va evidenziato che nelle canzoni di Mina c’è una continua presenza della melodia e questo mi affascina. Si parte con un tema e poi arriva l’improvvisazione e questo viene bene tra noi che siamo abituati a fare gruppo, siamo di una generazione che andava in studio di registrazione e si ritrovava con gli altri musicisti per suonare. Adesso si procede in maniera differente, ogni musicista fa la sua parte e non si coltivano rapporti, così diventa un colloquio virtuale, molto autoreferenziale». Danilo Rea, che ha avuto occasione di accompagnare Gino Paoli in vari progetti sia live che discografici, pone l’accento sulla potenza della melodia nella canzone: «Sono partito da altri generi, dal progressive al Jazz per approfondire il lato dell’improvvisazione. Oggi i musicisti sono molto preparati e bravi, ma sottovalutano la potenza melodica del brano, che poi è la parte emozionante della musica. Un tempo gli arrangiatori scrivevano con uno stile riscontrabile nel Jazz, non a caso scrivevano per la canzone ma poi partecipavano ai Festival Jazz. Musicisti che conoscevano gli standard americani, la canzone latinoamericana, quella di Napoli e Modugno. Tornando al nostro disco e all’estratto che abbiamo proposto al Blue Note, è frutto di una miscela di un brano con l’altro, dove l’improvvisazione lega il tutto».


Non si esclude l’idea di una replica, il materiale non manca, ma per ora il trio di musicisti è impegnato a promuovere l’album. Piuttosto, come l’ha presa Mina? Risponde Pani: «Sì, gliel’ho chiesto. Ha risposto”Ah, carino”, ma questo fa parte del suo modo di essere, di poche parole».

Dal canto loro, Moriconi, Golino e Rea sono consapevoli del privilegiato rapporto che hanno stabilito con Mina. «Da noi — rispondono in coro — Mina vuole che siamo noi stessi e questo diventa sempre molto stimolante, quando andiamo in sala con lei siamo chiamati a dare il meglio, proprio per ripagare la fiducia che ripone in noi».