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50 anni fa, il 14 ottobre del 1969, Lucio Battisti pubblicava "Mi ritorni in mente"



Esattamente 50 anni fa, il 14 ottobre del 1969, Lucio Battisti pubblicava il suo capolavoro: Mi ritorni in mente. Il brano che più di ogni altro esprime tutta poesia sua e dell’amico Mogol.

Un brano che dopo tanti anni non ha perso lo smalto e la poetica bellezza.

“Mi ritorni in mente” fu, ed è tutt’ora, uno dei più grandi successi di Battisti. Subito apprezzatissima dal pubblico italiano, nel 1970 si araggiunse il primo posto nelle classifiche.

Battisti, tramite il testo scritto con Mogol, ripercorre, ricordandolo, un amore ormai passato, una relazione ormai finita.

Il testo si apre con il ricordo della donna amata: bellissima, dolce, simile ad un angelo. L’io lirico si sente ancora legato all’amata, che popola tutti i suoi sogni, trascinandosi sempre dietro quella dolcezza e quella bellezza incomparabile. Si crea un’atmosfera sognante e nostalgica. Dalle parole però si comprende che la memoria restituisca un’immagine della realtà distorta e idealizzata («bella come sei / forse ancor di più»; «dolce come mai / come non sei tu»).



Poi d’un tratto il brusco risveglio, l’io lirico si risveglia dal torpore del sogno e ricorda a se stesso “Ma c’è qualcosa che non scordo”. Ecco dunque che il rancore e il dolore prendono il posto della dolcezza e dei bei ricordi: l’atmosfera non è più rarefatta e il ricordo si fa più vivo e preciso. Il flusso di ricordi ritorna a quella sera in cui il loro amore è finito. Mentre ballano insieme, la donna nota un altro uomo da cui si sente attratta. L’uomo capisce in quel momento che il loro amore è finito: sono sufficienti pochi segnali per comprenderlo, come il sorriso di lei.

“Un sorriso / E ho visto la mia fine sul tuo viso”