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LʼAura: "Il contrario dellʼamore è la faccia nascosta, ciò che non si vede"

Dopo sei anni di silenzio L'Aura torna sulla scena musicale e si fa in tre per "Il contrario dell'amore". Mary Jane, Lucy e Lisa: sono questi gli alter ego scelti dalla cantautrice per esplorare il lato nascosto del sentimento. "Per me è tutto quello che dell'amore non si vede, l'altra faccia. Oltre al lato sdolcinato c'è infatti quello delle aspettative. Ma l'amore reale è ciò che vivi e dentro a volte c'è anche molto odio" ha svelato a Tgcom24.

L'amore reale a volte è fatto anche di molto odio
Dietro il sorriso solare e il volto rassicurante di L'Aura si cela una donna forte e ribelle, che ha fatto i conti con il suo passato e ne è uscita più forte di prima. E nel disco ha messo tutto di sé: dalla rabbia giovanile alla serenità arrivata con la maturità e il primo figlio, passando per le fughe dalla realtà che sono state un rifugio nei momenti più difficili.

"Il contrario dell'amore" arriva a sei anni di distanza dal precedente disco, cos'è successo in questo periodo?
La scrittura del disco è coincisa con un mio momento problematico, sia a livello fisico che mentale. Per diversi anni non sono stata bene e anche per questo ho tardato con l'uscita. Ma quando mi sono ripresa ho capito che era il momento di concretizzare e di condividere la mia musica.

C'è stato un cambiamento rispetto ai precedenti lavori?
Sì, soprattutto a livello testuale. In passato l'ho sempre sacrificato in nome della musica, mentre ultimamente ho dato sempre più importanza alla forma e al significato delle parole. Adesso musica e testo devono essere sullo stesso livello.

Com'è nato il progetto?
E' stato un processo naturale. Ho iniziato a lavorarci dal 2012 e parallelamente ho iniziato a scrivere dei racconti, che narrano in maniera più estesa le storie contenute nelle canzoni. Usciranno a breve sul mio sito.

Il titolo del disco è "Il contrario dell'amore". Cos'è per te?
E' tutto quello che dell'amore non si vede. Perché è un sentimento con la doppia faccia: c'è il lato sdolcinato e poi quello nascosto delle aspettative. Ma nel momento in cui ti aspetti altro stai anche cercando altro, il contrario dell'amore.

Cos'è invece l'amore?
Nel disco descrivo com'è veramente l'amore, che è fatto anche di molto odio a volte. E' proprio con la persona amata che tiriamo fuori il peggio di noi. Il segreto è saper perdonare e perdonarsi, dire molte volte scusa e ti amo.

Come hai scelto i singoli del tuo ritorno?
"I'm An Alcoholic" e "La mecccanica del cuore" ("Apologize") erano quelli più accessibili. Scrivo quasi sempre in inglese, una lingua che utilizza poche sillabe. Quando poi traduco in italiano sono costretta a semplificare i concetti e questo passaggio rende i testi più diretti.

Come prima protagonista hai scelto l'alter ego Lucy, la sognatrice. Ti ritrovi in lei?
Il sogno è stato spesso il mio modo di scappare dalla realtà. Quando da ragazzina sentivo litigare intorno a me, mettevo le cuffiette e iniziavo a scrivere poesie o racconti. Crescendo ho imparato a non scappare più, ad affrontare i conflitti.

Un personaggio femminile diverso è Mary Jane, ispirato all'omonima canzone di Alanis Morisette...
Rappresenta il periodo che va dai 15 ai 28/29 anni più o meno. Alanis è stato uno dei miei modelli da ragazza e poi è il manifesto della rabbia femminile degli Anni Novanta. Una donna forte e ribelle. Ricordò che quando uscì era considerata scandalosa, addirittura il prete del mio paese mi disse di non ascoltarla (ride ndr).

L'ultima ospite del disco è Lisa, la ragazza che guarisce le ferite. Ti riconosci?
In questo momento della mia vita mi sento come lei. I trent'anni sono una fase chiave per la vita di una donna, in cui si cerca la stabilità e la serenità. Quando sono rimasta incinta ho sentito questa necessità, anche perché un bambino ha il diritto di avere una mamma per così dire "risolta". In questo percorso devo dire che come mi hanno aiutato molto lo yoga e la meditazione.