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MUSICA

Parliamo dei nostri gusti musicali

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"Pianeta Donna" di Don Backy

“Pianeta Donna” il lavoro discografico più recente di Don Backy comprende tredici brani magnificamente suonati da una squadra capitanata dal maestro Enzo Polito, che ha curato pure quasi tutti gli arrangiamenti. Don Backy – se mai vi fosse stato bisogno di conferme . oltre ad essere compositore sopraffino (testi e musica) dimostra d’essere un grande interprete, con tutte le carte in regola per inserirsi nella tradizione delle grandi voci maschili della musica italiana. Ci propone canzoni diverse fra loro, ma che hanno in comune il pregio dell’orecchiabilità e della cantabilità, cosa assai rara oggigiorno. In certi brani terzinati colgo un sapore retrò, molto fine anni '50 (“Mai più” la mia preferita ad un primo ascolto e “Pianeta Donna” che dà il titolo all’album ed è un fiorire di colte citazioni di personaggi storici, mitologici e contemporanei (si va da Nabokov ad Arcimboldo, da Afrodite a Saturno e da Marilyn Monroe a Mina). Sono brani adattissimi alla voce in gran spolvero di di Don Backy, con passaggi convincenti e sentiti. Nota di merito per “Farfalla”, davvero una bella canzone, dal ritmo incalzante, quasi brasiliano. Mi piace molto l’unico motivo non firmato da Don Backy ovvero “Non è un addio” , un valzer dalle bellissime sonorità, che nell’arrangiamento a tratti mi ha ricordato – ma si tratta solo di miei percorsi musicali – “Farewell Angelina”di Joan Baez. Come ho colto sonorità alla Carlos Santana in “Cavallo pazzo” e addirittura un’eco dell’Adagio di Benedetto Marcello in “La porta del paradiso”, il brano di apertura, forse quello in cui Don Backy sembra ritrovarsi di più. E’ una mia impressione per il modo in cui lo interpreta, quasi sottovoce, in maniera intensa, con una punta d inquietudine. Commovente “Nel vento” composta dopo la lettura di “Lettera ad un bambino mai nato” di Oriana Fallaci e tenerissima “Pregherò” con la breve introduzione parlata di Don Backy col ricordo delle circostanze e del luogo in cui vestì con i suoi versi “Stand by me” di Ben E. King.

Tenendo conto della varietà delle tematiche, direi che “Pianeta Donna” è prevalentemente un album gioioso, che unisce atmosfere anni '60 con qualche strizzatina d'occhio al mondo dell'elettronica. Consigliabilissimo. Davvero un ottimo lavoro.

Paolo Driussi